Calcolatore Netto Lordo Forfettario 2026

Inserisci ricavi, coefficiente e gestione INPS: scopri subito quanto ti resta davvero in tasca e la tua pressione fiscale effettiva.

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Riepilogo

Ricavi lordi
Reddito imponibile (ricavi × coeff.)
Contributi INPS
Imponibile imposta (imponibile − contributi)
Imposta sostitutiva
Pressione fiscale effettiva
Netto in tasca
Distribuzione dei ricavi
Netto in tasca Contributi INPS Imposta

Come si calcola il netto reale nel forfettario

Il netto in tasca di un forfettario è ciò che resta dopo aver pagato imposta sostitutiva e contributi INPS. A differenza del lavoro dipendente, dove le ritenute sono già fatte in busta paga, qui si tratta di somme che devi accantonare tu dai ricavi incassati durante l'anno.

Formula del netto

Netto = Ricavi − Imposta sostitutiva − Contributi INPS

Dove l'imposta sostitutiva = (Ricavi × Coefficiente − Contributi INPS) × aliquota (5% o 15%).

I tre fattori che determinano il netto

  • Coefficiente di redditività: più è basso (es. 40% commercio), più basso è l'imponibile e quindi l'imposta. È determinato dal codice ATECO scelto.
  • Aliquota: 5% nei primi 5 anni di nuova attività, 15% per tutti gli altri.
  • Gestione INPS: la Gestione Separata (26,07%) ha aliquote più alte ma proporzionali; artigiani e commercianti hanno una quota fissa che incide molto su ricavi bassi ma poco su ricavi alti, con possibilità di sconto 35%.

Pressione fiscale effettiva

La pressione fiscale effettiva è la percentuale di quanto paghi (imposta + contributi) sui ricavi totali. Un forfettario tipico ha pressione fiscale tra il 20% e il 35%, contro il 40-50% di un dipendente con stesso lordo equivalente. Esempio: con 30.000 € di ricavi, gestione separata e aliquota 15%, paghi circa 6.500 € di contributi e 3.500 € di imposta, totale 10.000 €: pressione 33%, netto 20.000 €.

Tabella di riferimento coefficienti e aliquote 2026

Tipo attivitàCoefficiente
Commercio, ristorazione, alimentari40%
Commercio ambulante (altri prodotti)54%
Intermediari del commercio62%
Altre attività economiche67%
Professionisti, sanitari, istruzione78%
Costruzioni, attività immobiliari86%

Come massimizzare il netto

Tre leve concrete: scegliere il codice ATECO con coefficiente più basso (se l'attività rientra in più categorie), chiedere lo sconto 35% per artigiani e commercianti, versare i contributi entro l'anno fiscale per ridurre l'imponibile e quindi l'imposta. Approfondimenti in Calcolo del netto nel forfettario e Come risparmiare tasse.

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Domande frequenti

Come si calcola il netto nel forfettario?

Netto = Ricavi − Imposta sostitutiva − Contributi INPS. L'imposta si calcola sul reddito imponibile (ricavi × coefficiente, meno contributi versati) all'aliquota 5% o 15%.

Cos'è la pressione fiscale effettiva?

È la percentuale di quanto, tra imposta e contributi, paghi sui ricavi totali. Una partita IVA forfettaria tipicamente ha pressione fiscale tra il 20% e il 35% a seconda di gestione INPS e aliquota.

Conviene il forfettario rispetto al lavoro dipendente?

Spesso sì, soprattutto con pochi costi e aliquota agevolata al 5%. La differenza si vede ancor di più sul cuneo fiscale complessivo: in alcuni casi un forfettario con 30.000 € di ricavi può portarsi a casa più di un dipendente con lo stesso costo aziendale.

Posso pagare meno tasse versando più contributi?

Sì, perché i contributi INPS sono deducibili dal reddito imponibile. Versare un contributo volontario o anticipare versamenti riduce l'imponibile e quindi l'imposta sostitutiva.

Il calcolo è preciso al centesimo?

È una stima molto accurata basata su aliquote ufficiali 2026. Per il calcolo definitivo da portare in dichiarazione usa il calcolatore principale o il commercialista.

Nota: Risultati indicativi. Per la tua situazione specifica, contatta Studio Quadra.