Guida Completa al Regime Forfettario 2026

Tutto quello che ti serve sapere sul regime forfettario in un'unica pagina: requisiti, calcolo tasse, contributi INPS, scadenze, fatturazione e ottimizzazione fiscale, aggiornato al 2026.

Aggiornato 2026 Esempi pratici Calcoli verificati

1. Cos'è il regime forfettario

Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato introdotto in Italia dalla Legge di Stabilità 2015 (Legge 190/2014) e progressivamente modificato fino alla sua forma attuale. Nasce con l'obiettivo dichiarato di semplificare la fiscalità per le piccole partite IVA, riducendo gli adempimenti contabili e applicando un'unica imposta sostitutiva al posto della tassazione ordinaria.

Storicamente, il forfettario ha sostituito i precedenti regimi dei minimi e di vantaggio, accorpandoli in un unico sistema più semplice. La soglia di ricavi è stata progressivamente alzata: 30.000 euro nel 2015, 65.000 euro dal 2019, fino agli attuali 85.000 euro dal 2023, confermati per il 2026.

I vantaggi del regime forfettario

I principali benefici di chi aderisce al forfettario sono numerosi e concreti:

  • Imposta sostitutiva del 5% o 15%, molto inferiore alle aliquote IRPEF ordinarie (dal 23% al 43%).
  • Esenzione IVA: non si applica e non si versa IVA sulle fatture emesse, semplificando notevolmente la gestione.
  • Niente ritenuta d'acconto sulle fatture emesse a clienti aziendali.
  • Contabilità semplificata: solo numerazione e conservazione delle fatture, senza obbligo di registri IVA.
  • Esonero da studi di settore e ISA.
  • Sconto contributivo INPS del 35% per artigiani e commercianti.
  • Adempimenti dichiarativi semplificati: nessun bilancio, nessuna dichiarazione IVA.

A chi è rivolto

Il forfettario è pensato per professionisti, artigiani, commercianti e piccoli imprenditori con volumi di affari contenuti. È particolarmente vantaggioso per chi opera con basse spese deducibili: consulenti, formatori, freelance digitali, agenti di commercio, terapisti, artigiani con fatturati ridotti. La determinazione forfettaria del reddito (ricavi per un coefficiente) può invece essere svantaggiosa per attività con molti costi reali, dove l'ordinario semplificato consente la deduzione analitica.

2. Chi può accedere: requisiti e cause ostative

Per accedere o restare nel regime forfettario nel 2026 occorre rispettare contemporaneamente requisiti positivi (limiti dimensionali) e requisiti negativi (assenza di cause ostative). Basta una sola condizione non soddisfatta per essere esclusi.

Requisiti dimensionali

  • Ricavi o compensi annui incassati non superiori a 85.000 euro (verifica sui ricavi del periodo d'imposta precedente, ragguagliati ad anno per chi apre o chiude in corso d'anno).
  • Spese per lavoro dipendente e collaboratori non superiori a 20.000 euro lordi all'anno (inclusi utili a soci, compensi a familiari, prestazioni occasionali).

Cause ostative

Non possono adottare il forfettario:

  • Chi si avvale di regimi speciali IVA o regimi forfettari di determinazione del reddito (agricoltura, vendita di sali e tabacchi, agenzie di viaggi).
  • Soggetti residenti all'estero, salvo casi specifici.
  • Chi effettua, in via esclusiva o prevalente, cessioni di fabbricati o terreni edificabili.
  • Chi partecipa contemporaneamente a società di persone, associazioni professionali o imprese familiari.
  • Chi controlla SRL o associazioni in partecipazione che svolgono attività riconducibili a quella della partita IVA forfettaria.
  • Chi ha percepito nell'anno precedente redditi da lavoro dipendente o pensione superiori a euro (limite non operante se il rapporto di lavoro è cessato).
  • Chi nei due anni precedenti aveva un rapporto di lavoro che continua come prevalente cliente in partita IVA (caso "datore di lavoro stesso committente").

Per un approfondimento completo, casistiche borderline e esempi pratici sulle cause ostative, consulta la nostra guida Cause ostative del regime forfettario 2026.

3. Limite 85.000 euro e calcolo proporzionale

La soglia di 85.000 euro di ricavi annui è il limite fondamentale per restare nel forfettario. Si calcola sui ricavi o compensi effettivamente incassati nell'anno solare (criterio di cassa per i professionisti, di competenza per le imprese, ma con regole speciali). Non rilevano le fatture emesse e non incassate.

Cosa succede al superamento

  • Tra 85.001 e 100.000 euro: l'uscita dal regime decorre dall'anno successivo. L'anno del superamento si chiude regolarmente con la tassazione forfettaria.
  • Oltre 100.000 euro: uscita immediata, dal momento del superamento. Sulle operazioni successive si applica l'IVA e il reddito diventa interamente IRPEF.

Il ragguaglio ad anno per le aperture in corso

Chi apre la partita IVA durante l'anno deve ragguagliare la soglia ai giorni di effettiva attività. La formula è: soglia = 85.000 × giorni di attività / 365. Ad esempio chi apre il 1 luglio (184 giorni di attività su 365) ha una soglia ridotta a circa 42.849 euro per quel primo anno.

Esempio: Mario apre partita IVA il 1 settembre 2026. I giorni effettivi sono 122. La sua soglia per il 2026 è 85.000 × 122 / 365 = 28.411 euro. Se incassa 30.000 euro, esce dal forfettario nel 2027.

Approfondimenti pratici nei nostri articoli su limite di 85.000 euro nel forfettario e calcolo proporzionale degli 85.000 euro. Puoi anche usare il nostro calcolatore proporzionale 85.000.

4. Coefficienti di redditività e codici ATECO

Il coefficiente di redditività è la percentuale che, applicata ai ricavi, determina forfettariamente il reddito imponibile. È stabilito per legge in base al codice ATECO dell'attività svolta e oscilla tra il 40% (commercio e ristorazione) e l'86% (costruzioni e attività immobiliari).

I principali coefficienti 2026

  • Industrie alimentari e bevande: 40%
  • Commercio all'ingrosso e al dettaglio: 40%
  • Commercio ambulante alimentari: 40%
  • Commercio ambulante altri prodotti: 54%
  • Costruzioni e attività immobiliari: 86%
  • Intermediari del commercio: 62%
  • Attività dei servizi di alloggio e ristorazione: 40%
  • Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, istruzione: 78%
  • Altre attività economiche: 67%

Come funziona il coefficiente

Il forfettario applica una determinazione del reddito a forfait: non si deducono le spese effettive (con poche eccezioni come i contributi INPS), ma si assume che una percentuale fissa dei ricavi rappresenti il reddito. Esempio: un consulente con coefficiente 78% e ricavi di 40.000 euro avrà 31.200 euro di reddito imponibile, indipendentemente dalle spese effettive.

Esempio: Stefano fa il consulente informatico. Codice ATECO 62.02.00, coefficiente 67%. Con 50.000 euro di ricavi, il suo reddito imponibile è 50.000 × 67% = 33.500 euro (al netto dei contributi INPS).

Per la tabella completa di tutti i coefficienti aggiornati e l'elenco dei codici ATECO, vedi il nostro articolo Coefficienti di redditività del forfettario 2026.

5. Imposta sostitutiva: 5% e 15%

L'imposta sostitutiva è il tributo unico che sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali e IRAP per i contribuenti forfettari. Si applica al reddito imponibile (ricavi × coefficiente, meno i contributi INPS versati) con due aliquote:

Aliquota agevolata al 5%

Si applica per i primi 5 anni di attività alle nuove partite IVA che rispettano i requisiti di novità:

  • Non aver esercitato nei 3 anni precedenti un'attività artistica, professionale o d'impresa, anche in forma associata o familiare.
  • L'attività non deve costituire mera prosecuzione di una precedente già svolta come lavoro dipendente, salvo eccezioni.
  • In caso di prosecuzione di un'altra impresa, i ricavi del periodo precedente non devono aver superato la soglia.

Aliquota ordinaria al 15%

Si applica a tutti gli altri contribuenti forfettari: chi non ha i requisiti di novità, chi ha superato i 5 anni, chi ha aperto come prosecuzione di attività precedente.

Esempio confronto: Anna, nuova partita IVA, ricavi 35.000 euro, coefficiente 78%, contributi INPS versati 6.500 euro. Reddito imponibile: 35.000 × 78% − 6.500 = 20.800 euro. Imposta al 5% = 1.040 euro. Se applicasse il 15%, sarebbero 3.120 euro: risparmio di oltre 2.000 euro all'anno.

Per i dettagli operativi su requisiti, controlli e perdita del 5%, consulta gli articoli Flat tax 5% nel regime forfettario e Come si calcola l'imposta sostitutiva del forfettario.

6. Contributi INPS nel forfettario

I contributi previdenziali sono dovuti dal forfettario indipendentemente dall'imposta sostitutiva. La gestione INPS dipende dall'attività svolta:

Gestione Separata INPS

Riguarda professionisti senza cassa privata (consulenti, freelance, formatori). Aliquota per il 2026 attorno al 26,07% calcolata sul reddito imponibile forfettario. Non è prevista quota fissa né minimale: i contributi sono interamente proporzionali al reddito.

Gestione Artigiani e Commercianti

Comporta una quota fissa annua di circa 4.500 euro (suddivisa in 4 rate trimestrali) più una quota eccedente in percentuale sul reddito che supera il minimale (circa 18.500 euro). I forfettari possono richiedere uno sconto del 35% sui contributi (sia fissi sia eccedenti), con un impatto significativo sul cash flow.

Casse private professionali

Per medici, avvocati, ingegneri, architetti, commercialisti e altri ordini si applicano le aliquote della rispettiva cassa di categoria (Enpam, Cassa Forense, Inarcassa, Cnpadc), con regole, minimali e contributi integrativi propri.

Esempio: Luca, commerciante in forfettario con sconto 35%. Reddito imponibile 25.000 euro. Quota fissa ridotta: 4.500 × 65% ≈ 2.925 euro. Eccedenza su 6.500 euro a circa 24% × 65% = 1.014 euro. Totale INPS ≈ 3.939 euro.

Tutti i dettagli numerici, scadenze, minimali e massimali 2026 sono nel nostro articolo Contributi INPS regime forfettario 2026.

7. Fatturazione e diciture obbligatorie

Le fatture emesse dai forfettari hanno caratteristiche peculiari rispetto a quelle del regime ordinario. Vediamo cosa cambia.

Caratteristiche della fattura forfettaria

  • Nessuna IVA: la fattura non riporta aliquota né imposta. L'importo della prestazione è uguale al totale a debito.
  • Niente ritenuta d'acconto verso committenti aziendali, grazie alla dichiarazione del cliente.
  • Marca da bollo da 2 euro per fatture di importo superiore a 77,47 euro (escluse quelle elettroniche con assolvimento virtuale).
  • Dicitura obbligatoria: "Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1, commi da 54 a 89, della Legge 190/2014".
  • Esonero ritenuta: "Compenso non soggetto a ritenuta d'acconto ai sensi dell'art. 1, comma 67, Legge 190/2014".

Fatturazione elettronica obbligatoria

Dal 1° gennaio 2024 tutti i forfettari sono obbligati alla fattura elettronica, senza più soglie di esonero. Le fatture si emettono tramite il Sistema di Interscambio (SDI) usando un software gestionale o il portale Fatture e Corrispettivi dell'Agenzia delle Entrate.

Esempi pratici, modelli pronti e diciture per casi particolari (clienti UE, extra-UE, privati, anticipi, note di credito) nei nostri articoli Fattura forfettario esempio e diciture e Fatturazione elettronica nel forfettario.

8. Scadenze fiscali del forfettario

Anche se il forfettario semplifica gli adempimenti, ci sono scadenze fiscali da rispettare durante l'anno. Mancarle comporta sanzioni e interessi.

Calendario versamenti 2026

  • 30 giugno: saldo imposta sostitutiva anno precedente + primo acconto 50% anno in corso + saldo contributi INPS variabili.
  • 30 luglio: stesse scadenze con maggiorazione 0,40% (facoltativa).
  • 16 febbraio, 16 maggio, 16 agosto, 16 novembre: rate trimestrali contributi fissi artigiani e commercianti.
  • 30 novembre: secondo acconto 50% imposta sostitutiva.
  • 30 novembre: termine ordinario dichiarazione dei redditi (modello Redditi PF).

Acconti: quando si pagano

L'acconto si determina sulla base dell'imposta dell'anno precedente. Si versa in due rate di pari importo (50% a giugno, 50% a novembre) se l'imposta supera 257,52 euro; in unica soluzione a novembre se compresa tra 51,65 e 257,52 euro; non si versa se inferiore a 51,65 euro. Approfondisci con calcolatore acconto forfettario.

Calendario dettagliato mese per mese: Scadenze fiscali forfettario 2026.

9. Dichiarazione dei redditi

Il forfettario presenta annualmente il modello Redditi Persone Fisiche compilando il quadro LM, sezione II (regime forfettario). Non è prevista la dichiarazione IVA, né IRAP, né lo Spesometro.

Cosa si dichiara

  • Ricavi/compensi incassati nell'anno per ciascun codice ATECO.
  • Coefficiente di redditività applicabile.
  • Contributi previdenziali versati e deducibili.
  • Determinazione del reddito imponibile e calcolo dell'imposta sostitutiva.
  • Eventuali crediti d'imposta, eccedenze degli anni precedenti, acconti già versati.

Il termine ordinario di presentazione è il 30 novembre dell'anno successivo, in via telematica direttamente o tramite intermediario abilitato. Tutto il dettaglio nella guida Dichiarazione dei redditi nel regime forfettario.

10. Primo anno di attività e tasse

Nel primo anno di attività il forfettario gode di trattamenti particolarmente vantaggiosi: aliquota 5% (se ricorrono i requisiti di novità), soglia ragguagliata ai giorni di attività, esonero da molti adempimenti.

Aspetti chiave del primo anno

  • Niente acconto a giugno: non avendo dichiarato l'anno precedente, non si calcolano acconti d'imposta.
  • Primi versamenti contributivi INPS: artigiani e commercianti versano la prima rata trimestrale al 16 maggio (o successiva), Gestione Separata in sede di dichiarazione.
  • Acquisto del software di fatturazione elettronica deducibile come spesa di avvio.
  • Saldo imposta 5% al 30 giugno dell'anno successivo + acconto 100% per l'anno in corso.

Cosa pagare davvero e quando, con esempi numerici realistici: Tasse del primo anno nel forfettario.

11. Forfettario o ordinario: quale conviene

La scelta tra forfettario e regime ordinario semplificato dipende essenzialmente da tre fattori: livello dei ricavi, quantità di spese effettive deducibili, regime contributivo.

Quando conviene il forfettario

  • Attività con poche spese rispetto ai ricavi (consulenze, formazione, freelance digitali).
  • Ricavi sotto 50.000-60.000 euro, dove l'aliquota agevolata è quasi sempre più conveniente.
  • Nuove attività con diritto al 5%, dove il risparmio è massimo.
  • Volontà di ridurre adempimenti e costi di commercialista.

Quando conviene l'ordinario

  • Attività con molti costi reali (forniture, affitti, materie prime) superiori al "forfait" del coefficiente.
  • Ricavi vicini o sopra 85.000 euro, dove la convenienza si assottiglia.
  • Esigenza di detrarre IVA su acquisti rilevanti (es. macchinari, software).
  • Famiglie con detrazioni IRPEF elevate (figli a carico, spese mediche, mutuo prima casa) che il forfettario non consente.

Confronto numerico dettagliato con simulazioni reali: Forfettario o ordinario, quale conviene. Per simulazioni comparative usa il simulatore tasse forfettario.

12. Calcolo del netto reale in tasca

Il netto reale del forfettario è ciò che resta dopo aver pagato imposta sostitutiva e contributi INPS. La formula base è:

Netto = Ricavi − Imposta sostitutiva − Contributi INPS dell'anno

L'imposta si calcola su (Ricavi × Coefficiente) − Contributi INPS. I contributi a loro volta si calcolano su Ricavi × Coefficiente (gestione separata) o con quota fissa + eccedenza (artigiani/commercianti).

Esempio: Sara, consulente, gestione separata, 40.000 euro di ricavi, coefficiente 78%, aliquota 15%. Reddito lordo: 31.200 euro. Contributi 26,07%: circa 8.134 euro. Reddito imponibile: 31.200 − 8.134 = 23.066 euro. Imposta 15%: 3.460 euro. Netto: 40.000 − 8.134 − 3.460 = 28.406 euro (71% dei ricavi).

Per calcoli precisi sul tuo caso usa il calcolatore netto-lordo forfettario. Approfondimento: Calcolo del netto nel regime forfettario.

13. Strategie di risparmio fiscale

Anche nel forfettario, dove gran parte degli oneri è "blindata", esistono leve di ottimizzazione per ridurre il carico fiscale e contributivo complessivo.

Leve di risparmio principali

  • Sconto contributivo 35% per artigiani e commercianti: va richiesto esplicitamente entro il 28 febbraio dell'anno.
  • Versamento volontario di contributi INPS: oltre i minimali deducibili dall'imponibile, possono ridurre l'imposta sostitutiva.
  • Pianificazione degli incassi: spostare incassi a fine anno o inizio successivo (criterio di cassa) per non superare gli 85.000 euro.
  • Diritto al 5% per altri 4 anni: verificare in anticipo se ci sono i requisiti di novità ed evitare cause di decadenza.
  • Scelta del codice ATECO con coefficiente più basso, se l'attività rientra in più categorie possibili.
  • Acconto al minimo: usare il metodo previsionale invece di quello storico, se si prevede un anno con meno ricavi.

Strategie dettagliate, casi di studio e calcoli: Come risparmiare tasse nel forfettario.

14. Cosa fare se superi 85.000 euro

Superare il limite di 85.000 euro non è una catastrofe, ma richiede pianificazione anticipata dei prossimi mesi.

Tra 85.001 e 100.000 euro

  • L'anno del superamento si chiude normalmente in forfettario.
  • Dall'anno successivo si passa obbligatoriamente al regime ordinario (semplificato o ordinario contabile).
  • Si attiva il numero di posizione IVA per applicare l'IVA dal 1° gennaio successivo.
  • Si valuta l'apertura di una contabilità con commercialista.

Oltre 100.000 euro

  • Uscita immediata dal regime forfettario.
  • Tutte le operazioni successive al superamento sono soggette a IVA.
  • Il reddito dell'intero anno diventa interamente IRPEF, non più con imposta sostitutiva.
  • È necessario emettere note di variazione per le fatture senza IVA emesse prima del superamento (in alcuni casi).

Procedura passo-passo dettagliata: Uscita dal regime forfettario, requisiti e procedura.

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Domande frequenti sul regime forfettario

Cos'è il regime forfettario?

Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato per le partite IVA italiane con ricavi annui fino a 85.000 euro. Sostituisce IRPEF, addizionali e IVA con un'imposta sostitutiva del 5% o 15% e prevede adempimenti contabili semplificati.

Quali sono i requisiti per il regime forfettario 2026?

Ricavi o compensi annui non superiori a 85.000 euro, spese per lavoro dipendente entro 20.000 euro, redditi da lavoro dipendente o pensione entro euro, assenza di cause ostative come partecipazioni di controllo in società di persone o SRL collegate.

Quanto si paga di tasse nel regime forfettario?

Si applica un'imposta sostitutiva del 5% per i primi 5 anni di nuova attività (con requisiti di novità) o del 15% per tutti gli altri casi. L'imposta si calcola su ricavi moltiplicati per il coefficiente di redditività ATECO, meno i contributi previdenziali versati.

Cosa succede se supero 85.000 euro?

Se i ricavi annui superano 85.000 ma restano sotto 100.000 euro, si esce dal regime dall'anno successivo. Se invece si superano i 100.000 euro in corso d'anno, l'uscita è immediata con applicazione dell'IVA su tutte le operazioni successive.

Quanto sono i contributi INPS nel forfettario?

Gestione Separata: circa 26,07% del reddito imponibile. Artigiani e Commercianti: una quota fissa annua di circa 4.500 euro più un'eccedenza in percentuale sul reddito oltre il minimale, con possibilità di sconto del 35%. Le casse private hanno aliquote proprie.

Come si fa una fattura in regime forfettario?

Le fatture non riportano IVA, non sono soggette a ritenuta d'acconto e includono diciture obbligatorie come "Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1 commi 54-89 Legge 190/2014". L'importo della fattura è uguale al compenso lordo concordato.

Quando si paga la flat tax forfettaria?

Il saldo dell'imposta sostitutiva si versa entro il 30 giugno dell'anno successivo (codice tributo 1792). Il primo acconto del 50% entro il 30 giugno (codice 1790), il secondo acconto del 50% entro il 30 novembre (codice 1791).

Conviene il forfettario o l'ordinario?

Dipende dai ricavi, dalle spese effettive e dalla situazione contributiva. In generale, con poche spese e ricavi sotto 85.000 euro il forfettario è quasi sempre più conveniente. Con molti costi deducibili e ricavi vicini al limite, può convenire l'ordinario semplificato.

Posso emettere fatture all'estero in forfettario?

Sì, sia verso clienti UE sia extra-UE. Per le operazioni intracomunitarie occorre l'iscrizione al VIES e l'utilizzo del reverse charge sulla fattura. Le esportazioni extra-UE sono fuori campo IVA con specifica annotazione in fattura.

Devo emettere fattura elettronica anche nel forfettario?

Sì. Dal 2024 la fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari, senza più soglie di esonero. Si emettono tramite Sistema di Interscambio (SDI) usando un software gestionale o il portale Fatture e Corrispettivi dell'Agenzia delle Entrate.

Cosa sono i coefficienti di redditività?

Sono percentuali (dal 40% all'86%) stabilite per legge in base al codice ATECO, utilizzate per determinare in modo forfettario il reddito imponibile a partire dai ricavi. Ad esempio i servizi professionali hanno coefficiente 78%, il commercio al dettaglio 40%.

Nota: Le informazioni di questa guida hanno scopo informativo e non sostituiscono la consulenza di un commercialista. Per la tua situazione specifica, contatta Studio Quadra.