Dichiarazione dei Redditi Regime Forfettario: Guida al Quadro LM
Chi sta in forfettario non usa il 730: deve compilare il modello Redditi PF e, al suo interno, un quadro tutto suo, il quadro LM. Sulla carta è una dichiarazione molto più snella di quella ordinaria. Nei fatti gli errori arrivano quasi sempre prima della compilazione, nella raccolta dei dati. Vediamo come funziona davvero, riga per riga, e dove abbiamo visto inciampare più spesso i contribuenti che seguiamo in studio.
Modello Redditi PF, non 730
Il regime forfettario è disciplinato dall'articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge 23 dicembre 2014 n. 190. La norma prevede obblighi dichiarativi propri: chi aderisce al regime presenta il modello Redditi Persone Fisiche, non il modello 730. Il punto è importante perché crea spesso confusione, soprattutto in chi affianca alla partita IVA un lavoro dipendente o una pensione.
Il 730, infatti, non contiene il quadro dedicato al reddito forfettario. Quindi: se hai solo partita IVA in regime forfettario, usi il Redditi PF; se hai partita IVA forfettaria e stipendio da dipendente, devi rinunciare al 730 anche per lo stipendio e dichiarare tutto nel Redditi PF, con il quadro RC per il dipendente e il quadro LM per il forfettario. Vale anche per chi è in forfettario e lavoro dipendente in parallelo.
Le istruzioni e il fascicolo aggiornato del modello sono disponibili ogni anno sul sito dell'Agenzia delle Entrate, di solito a partire da febbraio.
Quadro LM: come è fatto
Il quadro LM è la parte del modello Redditi PF dedicata a chi applica il regime forfettario (e residualmente il vecchio regime dei minimi, ormai in via di esaurimento). È composto da poche righe: lo si compila in mezz'ora se i dati sono ordinati, in mezza giornata se bisogna ricostruire l'anno dai movimenti bancari.
Sezione II — Reddito forfettario
Qui si dichiarano i compensi o ricavi effettivamente incassati nell'anno (principio di cassa, art. 1, comma 64, L. 190/2014). Per ciascun codice ATECO esercitato si indica l'importo e il coefficiente di redditività previsto dall'allegato 4 alla legge istitutiva. Il sistema calcola in automatico il reddito lordo (ricavi × coefficiente). Si scomputano poi i contributi previdenziali obbligatori versati nel periodo d'imposta e si ottiene il reddito imponibile netto. Su quello si applica l'imposta sostitutiva del 5% o 15%.
Sezione III — Determinazione dell'imposta
In questa sezione si calcola il dovuto, si scomputano gli acconti già versati e le eventuali ritenute subite. Sì, anche un forfettario può subire ritenute: il caso classico è il medico convenzionato con il SSN che riceve la ritenuta del 20% sui compensi (DPR 600/1973, art. 25), oppure l'amministratore di condominio che riceve ritenuta del 4%. Quelle ritenute non sono perse: vengono recuperate proprio qui.
Caso pratico — Marco, consulente IT
Marco è un consulente informatico, ATECO 62.02.00, coefficiente 67%. Nel 2024 ha incassato 45.000 euro (rivalsa INPS 4% inclusa, come va fatto), ha versato 6.500 euro di contributi alla Gestione Separata INPS e 1.000 euro di acconti d'imposta. È al terzo anno di partita IVA, quindi aliquota agevolata 5%.
Reddito lordo: 45.000 × 67% = 30.150 euro
Contributi deducibili: 6.500 euro
Reddito imponibile: 30.150 − 6.500 = 23.650 euro
Imposta sostitutiva 5%: 1.182 euro
Saldo da versare al netto degli acconti (1.000 €): 182 euro.
Caso pratico — Laura, parrucchiera artigiana
Laura è iscritta alla Gestione Artigiani INPS. Nel 2024 ha incassato 38.000 euro (ATECO 96.02.01, coefficiente 67%) e ha versato 4.460 euro di contributi fissi più 750 euro di contributi eccedenti il minimale. Sesto anno: aliquota 15%.
Reddito lordo: 38.000 × 67% = 25.460 euro
Contributi deducibili: 5.210 euro
Reddito imponibile: 20.250 euro
Imposta sostitutiva 15%: 3.038 euro.
Cosa serve sotto mano prima di iniziare
Compilare il quadro LM senza prima aver chiuso i conti è il modo più rapido per sbagliare. Prima di aprire il software dell'Agenzia o consegnare la pratica al commercialista, queste sono le voci che servono.
Totale incassi dell'anno. Attenzione: incassi, non fatture emesse. Una fattura del 28 dicembre 2024 pagata il 10 gennaio 2025 va dichiarata nel 2025. Negli incassi vanno inclusi anche la rivalsa INPS del 4% (art. 1, comma 212, L. 662/1996) e l'eventuale bollo da 2 euro riaddebitato al cliente. La fonte primaria è l'estratto conto bancario incrociato con il libro fatture.
Contributi previdenziali pagati. Il totale dei contributi INPS o di cassa professionale effettivamente saldati con F24 o bollettini nell'anno. Vale il principio di cassa anche qui: se a giugno 2024 hai pagato un saldo INPS riferito al 2023, quei soldi sono deducibili nel 2024.
Acconti già versati. Primo acconto (entro giugno) e secondo acconto (entro novembre). Tienili a portata di mano: si scomputano dall'imposta totale.
Ritenute subite. Procurati le certificazioni uniche dai sostituti d'imposta che ti hanno trattenuto qualcosa (condomini, SSN, agenzie governative). Le ricevi entro marzo dell'anno successivo.
Codice ATECO e coefficiente. Se gestisci più attività con codici diversi, gli incassi vanno suddivisi per ciascun codice e applicato il rispettivo coefficiente. È un punto delicato: confondere un codice con un altro può spostare il reddito imponibile anche di qualche migliaio di euro.
Suggerimento operativo. Il nostro calcolatore gratuito ti permette di simulare il risultato della dichiarazione prima di compilarla. Arrivare dal commercialista con un numero già stimato evita revisioni e cambi di rotta.
Scadenze 2025 e codici tributo F24
Per la dichiarazione dei redditi 2024 (presentata nel 2025) le scadenze sono fissate dal DPR 322/1998 e dai successivi decreti annuali. Il calendario completo è anche nel riepilogo scadenze fiscali del forfettario.
| Adempimento | Scadenza | Codice tributo F24 |
|---|---|---|
| Saldo imposta 2024 + primo acconto 2025 | 30 giugno 2025 (30 luglio con +0,40%) | 1792 (saldo) / 1790 (1° acconto) |
| Secondo acconto imposta 2025 | 1 dicembre 2025 (30 novembre è domenica) | 1791 |
| Invio telematico modello Redditi PF | 31 ottobre 2025 | — |
| Imposta su redditi anni precedenti (codice 5% giovani imp.) | secondo scadenza | 1795 (saldo 5%) |
Il codice 1792 identifica il saldo dell'imposta sostitutiva sul reddito forfettario, il 1790 e il 1791 rispettivamente il primo e il secondo acconto (per l'aliquota start-up 5%: 1793, 1794 e 1795). Sono codici che a colpo d'occhio vanno controllati sull'F24: confonderli con quelli dell'IRPEF ordinaria capita più di quanto si pensi.
Attenzione alle scadenze INPS, che camminano separate. Per artigiani e commercianti i contributi fissi si pagano a maggio, agosto, novembre e febbraio. Per la Gestione Separata gli acconti seguono il calendario delle imposte. Pagare l'imposta sostitutiva non ti mette in regola con l'INPS e viceversa. È una distinzione banale ma è la prima fonte di sanzioni evitabili.
Acconti: metodo storico e metodo previsionale
Insieme al saldo dell'anno precedente, il forfettario versa gli acconti per l'anno in corso. L'acconto totale è pari al 100% dell'imposta sostitutiva dell'anno precedente, suddiviso per i forfettari (soggetti ISA, art. 58 DL 124/2019) in due rate di pari importo: 50% a giugno (primo acconto, insieme al saldo) e 50% a novembre (secondo acconto).
Ci sono due soglie di franchigia: se l'imposta dell'anno precedente non supera 51,65 euro, l'acconto non è dovuto; se non supera 257,52 euro, si paga in un'unica soluzione a novembre.
Il metodo previsionale permette di calcolare l'acconto sulla base del reddito stimato per l'anno corrente, anziché su quello effettivo dell'anno precedente. Conviene quando si prevede un calo netto del fatturato: ha senso, per esempio, per chi sta chiudendo un contratto importante che non si rinnoverà o per chi prevede mesi di stop. Il rovescio della medaglia: se il calo non si materializza, gli interessi e la sanzione (art. 13 D.Lgs. 471/1997) si applicano sulla differenza. Il consiglio è di usarlo solo quando il calo è ragionevolmente certo.
Si può fare da soli?
Sì, tecnicamente. L'Agenzia delle Entrate offre il software gratuito di compilazione e invio (RedditiOnLine PF) accessibile dall'area riservata. Il quadro LM è semplice. La trappola è altrove.
Quasi tutti gli errori che vediamo arrivare ad accertamento non riguardano la compilazione: riguardano i dati prima della compilazione. Confondere il fatturato (somma delle fatture emesse) con l'incassato (somma di quello che è entrato in banca), dimenticare la rivalsa INPS del 4% nei ricavi, sbagliare l'anno di competenza dei contributi versati, dimenticare le ritenute subite o non avere la Certificazione Unica del sostituto d'imposta. Sono errori da poche centinaia di euro che diventano un problema quando si sommano.
Un commercialista, oltre a curare la compilazione, può verificare l'assenza di cause ostative, suggerire se conviene il metodo previsionale, e in caso di errori passati impostare il ravvedimento operoso.
In redazione gestiamo decine di forfettari l'anno. Il caso più frequente di sanzione evitabile è la dichiarazione presentata senza considerare un acconto già versato l'anno prima: si paga due volte e si recupera con un'istanza di rimborso che impiega 18-24 mesi a tornare. Una verifica banale ne avrebbe risparmiato il fastidio.
Costi orientativi del commercialista
Una premessa: i tariffari professionali sono stati aboliti dal D.L. 201/2011, e ogni studio si regola in autonomia. Detto questo, da osservazioni di mercato i range tipici per un forfettario sono i seguenti.
| Servizio | Costo annuo orientativo |
|---|---|
| Sola dichiarazione + invio telematico | 150 – 300 € |
| Gestione annuale completa (dichiarazione + F24 + consulenza) | 400 – 800 € |
| Forfettario con Gestione Separata, pochi clienti | fascia bassa |
| Artigiani/commercianti, contributi fissi, iscrizione camerale | fascia alta |
| Casi misti (forfettario + dipendente + redditi vari) | 500 – 1.000 € |
Il regime forfettario non richiede né registri contabili né dichiarazione IVA annuale né comunicazione LIPE: questo riduce in modo netto il lavoro rispetto al regime ordinario, e si riflette sui prezzi.
Errori comuni che vediamo
Confondere fatturato e incassato. Il forfettario segue il principio di cassa. La fattura emessa il 30 dicembre e incassata a febbraio appartiene al periodo d'imposta successivo. Errore frequentissimo nei primi anni.
Dimenticare la rivalsa INPS nei ricavi. Se in fattura applichi il 4% di rivalsa al cliente (ed è una facoltà, non un obbligo), quel 4% è un compenso a tutti gli effetti e va incluso nel quadro LM. La Risoluzione AdE 69/2009 lo ha chiarito esplicitamente.
Sbagliare l'anno dei contributi deducibili. Si deducono solo i contributi pagati nell'anno, indipendentemente dall'anno di competenza. Un saldo INPS pagato a giugno 2024 si scomputa nel 2024 anche se si riferisce al 2023.
Mancata presentazione con reddito zero. Se la partita IVA è aperta, la dichiarazione si presenta anche con zero incassi. L'omessa presentazione è sanzionata da 250 a 1.000 euro (art. 1 D.Lgs. 471/1997), che diventano 250 euro netti quando non sono dovute imposte. Si può rimediare con il ravvedimento operoso.
Non scaricare le Certificazioni Uniche. Chi subisce ritenute (medici SSN, amministratori di condomini) deve allegare la CU. Senza CU si rischia di non recuperare la ritenuta.
Dimenticare i crediti d'imposta. Bonus formazione, crediti R&S, credito d'imposta beni strumentali: anche in forfettario alcuni sono utilizzabili in compensazione tramite F24, ma vanno indicati in dichiarazione.
Domande frequenti dei lettori
Devo presentare la dichiarazione anche se non ho fatturato nulla?
Sì, se la partita IVA è aperta. Si compila comunque il quadro LM, anche con valori a zero, e si invia il modello. È sufficiente il quadro LM con il codice ATECO indicato e i ricavi a zero.
Posso utilizzare il 730 se ho solo un piccolo reddito forfettario marginale?
No. Il 730 non contiene il quadro LM. Anche con incassi minimi (es. 500 euro l'anno) il modello da usare è il Redditi PF. Se hai anche un reddito da dipendente, devi inserirlo nel quadro RC del medesimo Redditi PF.
Posso compensare l'imposta sostitutiva con crediti d'imposta?
Sì. L'imposta sostitutiva (codici 1790, 1791, 1792) è compensabile orizzontalmente tramite F24 con altri crediti tributari (IVA, IRES, IRPEF, crediti bonus). I limiti sono quelli ordinari dell'art. 17 D.Lgs. 241/1997 (700.000 euro annui per la compensazione orizzontale).
Cosa succede se cambio codice ATECO durante l'anno?
Nel quadro LM si suddividono gli incassi per codice e per ciascuno si applica il coefficiente corrispondente. Quindi si possono avere due o più righe nello stesso quadro. È una situazione ammessa, ma porta sempre a una verifica più approfondita del coefficiente da parte dell'Agenzia.
Riferimenti normativi: L. 190/2014, art. 1, commi 54-89 (regime forfettario); art. 1, comma 64 (principio di cassa); DPR 322/1998, art. 2 e art. 5 (scadenze dichiarazione); DPR 435/2001, art. 17 (acconti); D.Lgs. 471/1997, art. 1 e art. 13 (sanzioni omessa dichiarazione e tardivi versamenti); DPR 600/1973, art. 25 (ritenute SSN); Istruzioni Modello Redditi PF 2025, quadro LM; Gazzetta Ufficiale.