Tasse Primo Anno Regime Forfettario: cosa pagare davvero nel 2026

Il primo anno di partita IVA in forfettario nasconde una buona notizia e un'insidia. Buona: niente acconto, le imposte del primo anno si pagano l'anno successivo. Insidia: il secondo anno si pagano saldo del primo piu' due acconti per il corrente. Risultato, il doppio. Vediamo numeri reali, tempistiche per cassa di iscrizione e gli accantonamenti che riducono la sorpresa a zero.

La regola: niente acconto nel primo anno

Una delle agevolazioni meno raccontate del regime forfettario e' proprio questa: nel primo anno di attivita', il contribuente non versa alcun acconto di imposta sostitutiva. Si paga solo il saldo l'anno successivo, calcolato sui ricavi effettivamente realizzati e dichiarati nel quadro LM del modello Redditi PF.

Il motivo e' tecnico, ma lineare. L'acconto si determina come percentuale dell'imposta dell'anno precedente (metodo storico). Nel primo anno di attivita', non c'e' un anno precedente: quindi non c'e' base di calcolo. La legge prevede che il versamento sostitutiva venga rinviato interamente al saldo dell'anno successivo, scadenza 30 giugno dell'anno N+1 per i ricavi dell'anno N.

La regola e' nell'art. 1 c. 75 della Legge 190/2014 e nelle disposizioni generali sugli acconti dell'IRPEF (L. 97/1977), applicate per analogia alla sostitutiva. La Risoluzione dell'Agenzia delle Entrate n. 51/E del 2016 ha chiarito esplicitamente che l'inapplicabilita' dell'acconto al primo anno vale anche per i forfettari, dissipando i dubbi dei primi anni di applicazione.

Esempio rapido. Mario apre la partita IVA forfettaria il 1 giugno 2026. Nel 2026 non versa nulla. Le imposte maturate sui ricavi 2026 le paghera' il 30 giugno 2027 a saldo, insieme alla prima rata di acconto 2027.

Esempio cassaforte: apri a giugno 2026, paghi nel 2027

Vediamo nel dettaglio cosa succede a una freelance che apre la partita IVA forfettaria nel corso del 2026.

Sofia, sviluppatrice web — apertura 1 giugno 2026

Dati 2026:

  • Apertura partita IVA: 1 giugno 2026
  • Codice ATECO 62.01.00 (sviluppatori software), coefficiente di redditivita' 67%
  • Iscritta Gestione Separata INPS (aliquota 26,07% per non gia' assicurati altrove nel 2026)
  • Aliquota sostitutiva 5% (start-up, primi 5 anni: requisiti rispettati)
  • Ricavi incassati nel 2026: 30.000 euro
  • Limite ragguagliato 2026 (apertura a giugno): 85.000 × 214/365 ≈ 49.836 euro (Sofia e' largamente sotto)

Calcolo imposta sostitutiva 2026:

  • Imponibile lordo: 30.000 × 67% = 20.100 euro
  • Contributi Gestione Separata: 20.100 × 26,07% ≈ 5.240 euro
  • Imponibile netto: 20.100 − 5.240 = 14.860 euro
  • Sostitutiva al 5%: 14.860 × 5% = 743 euro

Versamenti nel 2026: zero euro. Nessun acconto, nessun saldo. Sofia non vede modelli F24.

Versamenti del 30 giugno 2027: saldo 743 euro + prima rata acconto 2027 (372 euro). Totale 1.115 euro.

Nel 2026 Sofia ha vissuto i suoi ricavi senza alcuna scadenza fiscale legata alla sostitutiva. Il primo F24 fiscale del forfettario arriva solo il 30 giugno 2027. Per i contributi Gestione Separata il discorso e' identico: vedi sotto.

La trappola del secondo anno: saldo + doppio acconto

Continuiamo l'esempio di Sofia. Nel 2027 lavora piu' costantemente: fattura 35.000 euro. Le scadenze del 2027 cambiano radicalmente rispetto al 2026.

Sofia — anno 2027 (secondo anno di attivita')

Versamenti del 30 giugno 2027:

  • Saldo imposta sostitutiva 2026: 743 euro
  • Prima rata acconto 2027 (50% dell'imposta 2026): 743 × 50% = 372 euro
  • Totale giugno 2027: 1.115 euro

Versamenti del 30 novembre 2027:

  • Seconda rata acconto 2027 (50% dell'imposta 2026): 371 euro
  • Totale novembre 2027: 371 euro

Totale sostitutiva nel 2027: 1.115 + 371 = 1.486 euro (saldo + 100% di acconto). Praticamente il doppio dei 743 euro effettivamente maturati nel 2026.

Versamenti del 30 giugno 2028: saldo 2027 (calcolato sui ricavi effettivi 2027) meno acconti gia' versati nel 2027 + prima rata acconto 2028. Si entra a regime "normale".

Il secondo anno, in sostanza, si paga il doppio rispetto al maturato del primo: una meta' come saldo arretrato, una meta' come anticipo per l'anno corrente. Per chi non ha pianificato, e' una doccia fredda piuttosto frequente. Capita persino a chi ha lavorato bene, perche' i ricavi 2027 spesso sono superiori a quelli 2026 (anno di rodaggio): il saldo 2027 nel 2028 sara' ulteriormente piu' alto.

Effetto amplificato. La "trappola" del secondo anno si amplifica se nel secondo anno i ricavi crescono rispetto al primo. In quel caso al doppio versamento di giugno 2027 segue, nel 2028, un saldo 2027 piu' alto del previsto: gli acconti 2027 (calcolati sull'imposta 2026, piu' bassa) non coprono il dovuto reale, e a giugno 2028 si versa la differenza. Capita spesso che chi nel primo anno ha fatturato 20.000 euro e nel secondo anno 50.000 euro si trovi a giugno del terzo anno un esborso quasi triplicato.

Caso pratico 1 — Andrea, idraulico autonomo

Andrea apre la partita IVA come artigiano (impiantistica idraulica) ad aprile 2025. Coefficiente 67% (per le installazioni rientra qui), iscrizione INPS Artigiani, aliquota 15% (non aveva i requisiti del 5% perche' aveva avuto una P.IVA come impresa di pulizie nel 2022, chiusa dopo pochi mesi).

Ricavi 2025: 18.000 euro (anno parziale, parte del lavoro era ancora come dipendente).
Base imponibile sostitutiva 2025: (18.000 × 67%) − 3.200 contributi IVS = 12.060 − 3.200 = 8.860 euro.
Sostitutiva 2025: 8.860 × 15% = 1.329 euro.

Andrea ha gia' versato nel 2025 le rate trimestrali IVS del minimale (circa 3.200 euro su 4 rate). A giugno 2026 deve versare: saldo sostitutiva 2025 (1.329 euro) + prima rata acconto 2026 (665 euro) + conguaglio contributi IVS sull'eccedenza del minimale (Andrea ha superato il minimale: circa 1.100 euro di conguaglio) + acconto contributi IVS 2026. Solo a giugno 2026 esborso totale: circa 3.700 euro. Non l'avesse accantonato mese per mese, sarebbe stato un problema.

Anche i contributi INPS seguono regole proprie

La regola del primo anno senza acconto vale per l'imposta sostitutiva. Per i contributi previdenziali il discorso e' leggermente diverso, e dipende dalla cassa di iscrizione.

Gestione Separata INPS

Stessa logica della sostitutiva: nel primo anno niente acconto, si paga solo a saldo l'anno dopo. Sofia, nel nostro esempio, versera' i 5.240 euro di contributi Gestione Separata del 2026 entro il 30 giugno 2027, insieme alla prima rata di acconto contributivo 2027 (100% dei contributi 2026, in due rate). Il riferimento normativo e' la Circolare INPS n. 12/2026 (e analoghe degli anni precedenti) che ribadisce ogni anno la regola. Per approfondire, vedi la guida ai contributi INPS in Gestione Separata.

Artigiani e Commercianti (Gestione IVS)

Logica completamente diversa: i contributi minimi fissi (le "rate trimestrali" del minimale) si versano gia' nel primo anno, secondo scadenze 16 maggio, 16 agosto, 16 novembre e 16 febbraio. Il pagamento e' dovuto anche se i ricavi sono zero: il minimale e' fisso. La parte di contributo eccedente il minimale si conguaglia invece l'anno successivo, in linea con la logica dell'imposta sostitutiva.

Per un artigiano o commerciante, quindi, il primo anno comporta gia' un esborso significativo. Il minimale 2026, secondo la circolare INPS di inizio anno, e' di circa 4.500 euro per gli artigiani e 4.700 euro per i commercianti, da versare in 4 rate trimestrali. La riduzione del 35%, richiedibile dai forfettari iscritti IVS ai sensi dell'art. 1 c. 77 L. 190/2014, abbatte il minimale a circa 2.900-3.050 euro.

Casse professionali

Le casse di categoria (Cassa Forense, Inarcassa, CNPADC, ENPAM, ENPACL, EPAP, ENPAB e altre) hanno regole proprie. In genere prevedono un contributo soggettivo minimo annuo dal primo anno di iscrizione, con qualche cassa che applica riduzioni per i primi anni di attivita' (Cassa Forense ad esempio prevede l'esonero soggettivo per i primi anni di praticantato, e poi minimali ridotti). Verifica sempre il regolamento contributivo della tua cassa specifica: le agevolazioni "primo anno" forfettarie non si applicano automaticamente al contributo cassa.

Tabella riassuntiva: cosa si paga davvero nel primo anno

VoceAnno 1 (apertura)Anno 2
Imposta sostitutiva0 euro (nessun acconto)Saldo anno 1 + acconto 100%
Contributi Gestione Separata0 euroSaldo anno 1 + acconto 100%
Contributi IVS Artigiani/CommerciantiMinimale in 4 rate trimestraliMinimale + conguaglio eccedenza anno 1 + acconto
Casse professionali (es. Cassa Forense)Minimale annuale (in genere ridotto)Minimale pieno + eventuale conguaglio
IVA0 euro (forfettario esente)0 euro
IRAP0 euro (forfettario esente)0 euro
Imposta di bollo2 euro per fattura > 77,47 euroIdem

La strategia: accantonare ogni mese

La regola d'oro per non farsi cogliere impreparati e' una sola: accantonare ogni mese una quota del fatturato. Non spenderla, non investirla in strumenti illiquidi, tenerla su un conto separato e disponibile (anche un semplice conto deposito vincolato di pochi mesi va bene). L'effetto psicologico di vedere il saldo del conto operativo "depurato" dell'accantonamento riduce la tentazione di considerare disponibile tutto cio' che si fattura.

La quota varia in base al profilo:

  • Professionista in Gestione Separata, aliquota 5%: accantonare il 25-28% dei ricavi.
  • Professionista in Gestione Separata, aliquota 15%: accantonare il 28-32%.
  • Artigiano/Commerciante (IVS) con aliquota 15%: accantonare il 20-25% (il coefficiente piu' basso aiuta, ma il minimale IVS pesa).
  • Cassa professionale + sostitutiva 5%: accantonare il 20-25%.
  • Cassa professionale + sostitutiva 15%: accantonare il 25-30%.

Esempio pratico per Sofia: fattura 30.000 euro nel 2026. Accantona il 28% = 8.400 euro nel suo conto deposito. Fra sostitutiva (743 euro) e contributi (5.240 euro), nel 2027 dovra' versare circa 5.983 euro per il saldo, piu' acconti per altri circa 3.000 euro. Totale 2027: circa 9.000 euro. Con 8.400 euro gia' da parte e i nuovi accantonamenti del 2027, copre saldo e acconti senza tensione finanziaria.

Caso pratico 2 — Giulia, social media manager

Giulia, 27 anni, apre la P.IVA forfettaria a marzo 2025. Coefficiente 78%, Gestione Separata, sostitutiva 5%. Ricavi 2025: 22.000 euro. Sostitutiva 2025: (22.000 × 78%) = 17.160 − contributi 4.475 = 12.685 × 5% = 634 euro. Contributi GS 2025: 4.475 euro.

Giulia per tutto il 2025 accantona ogni mese il 25% dei ricavi su un secondo conto. A fine 2025 ha messo da parte 5.500 euro. A giugno 2026 versa: 634 (saldo sostitutiva) + 317 (prima rata acconto) + 4.475 (saldo GS) + 2.237 (prima rata acconto GS) = 7.663 euro. Andrebbe sotto al cuscinetto, ma nei primi sei mesi del 2026 ha continuato ad accantonare. A novembre 2026 verseranno altri 317 + 2.237 = 2.554 euro di seconde rate.

Il "doppio versamento" del 2026 e' alto, ma Giulia lo affronta senza ricorrere al credito perche' ha pianificato. Senza accantonamento, avrebbe dovuto trovare 10.000 euro fra giugno e novembre 2026.

Errori comuni nel primo anno

1. Pensare che "non si paga nulla" significhi "guadagno tutto". L'imposta del primo anno c'e': e' semplicemente dilazionata di un anno. Non accantonarla significa trovarsi a giugno del secondo anno con un problema di liquidita'. La buona notizia (rinvio) si trasforma in cattiva notizia (doppio versamento) per chi non pianifica.

2. Spendere tutto il fatturato. Capita spesso a chi e' abituato a uno stipendio netto: vedere arrivare 3.000 euro sul conto fa pensare "sono tutti miei". Non lo sono: una parte e' destinata al fisco e all'INPS, anche se ancora non e' stato fatto alcun versamento ufficiale.

3. Sottostimare i contributi se artigiani/commercianti. Le rate del minimale arrivano gia' nel primo anno e sono fisse, indipendenti dal fatturato. Anche con ricavi zero il minimale va versato. Verifica con il commercialista o sul sito INPS le date esatte e l'eventuale richiesta di riduzione 35% (va presentata entro il 28 febbraio dell'anno per cui si chiede l'agevolazione).

4. Confondere "primo anno fiscale" con "primi 12 mesi dall'apertura". Il primo anno fiscale e' l'anno solare (1 gennaio - 31 dicembre) in cui si apre la P.IVA, anche se l'apertura e' a dicembre. Apri il 1 dicembre 2026 e fatturi 5.000 euro: il 2026 e' il tuo "primo anno" e nel 2027 dichiarerai e verserai sostitutiva su quei 5.000 euro. Il 2027 e' il "secondo anno" e scatta la trappola.

5. Aspettarsi che lo Studio mandi il promemoria del versamento. Lo Studio in genere lo manda, ma la responsabilita' del versamento e' del contribuente. Capita spesso che a giugno il commercialista invii i prospetti e l'F24, e il cliente "se ne ricordi" solo a fine luglio, scoprendo che ora deve aggiungere lo 0,4% di proroga o ricorrere al ravvedimento operoso.

Casi particolari

Passaggio da regime ordinario a forfettario

Se nel 2025 eri in regime ordinario di lavoro autonomo o impresa e nel 2026 passi al forfettario, l'agevolazione "primo anno senza acconto" non si applica: la regola vale solo per chi inizia ex novo l'attivita'. Il passaggio di regime e' considerato continuita' di attivita' e si versa regolarmente l'acconto 2026 sulla base dell'imposta IRPEF 2025. La Circolare AdE 9/E del 2019 ha dettagliato le regole anti-doppia imposizione del transito.

Apertura con flat tax 5% start-up

L'agevolazione del primo anno senza acconto e' pienamente cumulabile con la flat tax al 5% per le start-up. Sofia, nel nostro esempio, beneficia di entrambe: zero versamenti nel 2026 e aliquota 5% sul reddito invece del 15%. Per i requisiti dell'aliquota agevolata, vedi la nostra guida al 5% start-up.

Cessazione nel corso del primo anno

Se cessi l'attivita' nel corso del primo anno (es. apertura a marzo, chiusura a settembre), i ricavi maturati restano comunque tassabili. Si dichiarano nel modello Redditi PF dell'anno successivo e si versa il saldo entro il 30 giugno seguente. Non ci sono acconti perche' non c'e' continuita': vale ancora la regola del primo anno senza acconto. La fattura finale di chiusura va trasmessa allo SDI e i contributi versati restano dovuti pro-rata.

Apertura in cooperativa o associazione professionale

Se entri come socio in una cooperativa o in uno studio associato con P.IVA propria, le regole cambiano: non sei piu' un forfettario individuale ma compartecipi a un reddito di partecipazione. Le cause ostative del forfettario individuale (vedi cause ostative 2026) si applicano in modo specifico.

Domande frequenti dei lettori

"Ho aperto la P.IVA il 28 dicembre 2025 con zero ricavi nel 2025. Devo fare il quadro LM?"

Si', anche con ricavi zero il quadro LM va compilato (a saldo zero) nel modello Redditi 2026 (riferito al periodo d'imposta 2025). E' la dichiarazione che attesta l'esistenza della partita IVA in regime forfettario per quel periodo. La compilazione e' obbligatoria anche se non c'e' imposta da pagare. Il vero "primo anno" sara' il 2026, dove si fattureranno realmente le prime prestazioni.

"Nel primo anno fatturo 12.000 euro: lo Stato perde le tasse di quel periodo?"

No, sono solo dilazionate. La sostitutiva sui 12.000 euro la versi nel 2027 a saldo. Lo Stato non perde gettito: anticipa solo il rapporto con il contribuente di un anno, in cambio della semplificazione amministrativa. Dal punto di vista finanziario sei tu che hai un beneficio (paghi piu' tardi), ma il debito esiste.

"Posso versare gli acconti del secondo anno gia' nel primo anno, per spalmare il carico?"

Tecnicamente si potrebbe creare un credito d'imposta, ma e' una pessima idea. Versare prima del dovuto non genera deduzioni; in piu' nel primo anno tu ancora non sai esattamente quale sara' l'imposta finale (i ricavi possono crescere o calare). La pianificazione corretta passa per l'accantonamento su un conto separato, non per il versamento anticipato. Hai un controllo totale sul denaro, lo investi liberamente (anche solo in un conto deposito), e lo versi quando serve davvero.

"Sono iscritto INPS Gestione Separata ma ho anche un lavoro part-time. I contributi raddoppiano?"

No, ma cambia l'aliquota. Per i lavoratori "gia' assicurati" presso altra forma previdenziale obbligatoria (per esempio dipendenti che aprono P.IVA part-time), l'aliquota Gestione Separata e' del 24% e non del 26,07%. La distinzione vale sia sui contributi sui ricavi forfettari, sia sul fatto che il datore di lavoro continua a versare i suoi contributi sullo stipendio: i due redditi non si cumulano ai fini contributivi, restano separati.

Riferimenti normativi citati

Legge 190/2014, art. 1: commi 54-89 (regime forfettario), comma 64 (sostitutiva), comma 75 (acconto), comma 77 (riduzione 35% IVS); L. 97/1977 (disciplina generale degli acconti d'imposta); Risoluzione AdE 51/E del 2016 (inapplicabilita' acconto primo anno per forfettari); Circolare AdE 10/E del 2016 e Circolare AdE 9/E del 2019 (chiarimenti applicativi e transito fra regimi); Circolari INPS annuali su aliquote Gestione Separata e contributi IVS.

Calcola le tue tasse del primo anno

Inserisci nel calcolatore i ricavi previsti e ottieni una stima precisa di sostitutiva, contributi e accantonamento mensile da fare.

Vai al calcolatore →