Guida alla scelta del codice ATECO per freelance e consulenti in regime forfettario con coefficienti di redditività

Codice ATECO per Freelance e Consulenti: Guida alla Scelta 2026

Il codice ATECO sembra una formalità della pratica di apertura partita IVA. Nella realtà, per chi entra in regime forfettario, è la variabile che determina quante tasse pagherai per tutta la durata dell'attività. Tra un programmatore (62.10.00, coefficiente 67%) e un web designer (74.12.01, coefficiente 78%) su 50.000 euro di ricavi ballano oltre 2.000 euro l'anno; e dal 2025, con la nuova classificazione ATECO, molti codici sono cambiati. Vediamo come scegliere bene, con i codici aggiornati.

Cos'è davvero il codice ATECO e da dove viene

ATECO sta per Attività Economiche ed è la classificazione statistica delle attività produttive curata dall'Istat. La versione vigente, ATECO 2025, allinea la classificazione italiana alla NACE Rev. 2.1 europea: è in vigore dal 1° gennaio 2025 e l'Agenzia delle Entrate la usa dal 1° aprile 2025, dopo aver convertito d'ufficio i codici delle partite IVA già aperte. Sostituisce la precedente ATECO 2007, e molti codici sono cambiati.

La struttura è gerarchica: sezione (una lettera), divisione (due cifre), gruppo, classe, categoria, sottocategoria. Esempio: 62.20.10 → sezione K (telecomunicazioni, programmazione e consulenza informatica) → divisione 62 (attività di programmazione, consulenza informatica e attività connesse) → classe 62.20 (consulenza informatica e gestione di strutture informatiche) → sottocategoria 62.20.10 (attività di consulenza informatica). Con ATECO 2025 sono cambiate anche le lettere delle sezioni (l'informatica è passata dalla J alla K, le attività professionali dalla M alla N): per il forfettario contano però le divisioni, cioè le prime due cifre del codice.

In sede di apertura partita IVA, sul modello AA9/12 (persone fisiche) o AA7/10 (soggetti diversi), il codice va dichiarato per esteso a sei cifre. La Agenzia delle Entrate non accetta codici tronchi a quattro cifre se la classificazione prevede il dettaglio.

Perché nel forfettario il codice ATECO determina le tasse

La Legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, comma 64, e relativo Allegato 4, raggruppa le attività in nove categorie, ciascuna con un coefficiente di redditività proprio. Il coefficiente è la percentuale di fatturato che viene considerata reddito imponibile; il resto è "costo presunto" e non subisce tassazione.

Da qui la regola che ripetiamo a chi apre P.IVA: il tuo codice ATECO determina il tuo coefficiente, e il coefficiente determina la base imponibile dell'imposta sostitutiva e dei contributi INPS. Su 50.000 euro di fatturato, con coefficiente 78% il reddito imponibile è 39.000 euro; con coefficiente 67% sono 33.500; con coefficiente 40% sono 20.000 euro. La differenza in imposte e contributi può superare i 5.000 euro l'anno.

I nove gruppi e i coefficienti dell'Allegato 4

Sintesi dell'Allegato 4 alla L. 190/2014. L'Allegato richiama ancora i codici della classificazione ATECO 2007: con ATECO 2025 i coefficienti sono rimasti invariati e si applicano in base all'attività effettivamente svolta (la tabella completa dei coefficienti spiega il passaggio).

Gruppo attività Codici ATECO 2007 richiamati Coefficiente
Industrie alimentari e delle bevande10-1140%
Commercio all'ingrosso e al dettaglio45, da 46.2 a 46.9, da 47.1 a 47.7, 47.940%
Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande47.8140%
Commercio ambulante di altri prodotti47.82-47.8954%
Costruzioni e attività immobiliari41-43 e 6886%
Intermediari del commercio46.162%
Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione55-5640%
Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari e assicurativi64-66, 69-75, 85, 86-8878%
Altre attività economichetutte le altre (per esempio informatica 62-63, attività artistiche e sportive 90-93, servizi alla persona 96)67%

La fascia che interessa gran parte dei freelance è quella al 78% (attività professionali). La seconda più diffusa, soprattutto per developer e tecnici IT, è quella al 67%: le divisioni 62 e 63 (programmazione, consulenza informatica, elaborazione dati) non rientrano tra le attività professionali dell'Allegato 4. Quindi un programmatore con codice 62.10.00 ha coefficiente 67%, un web designer con codice 74.12.01 ha coefficiente 78%.

Codici più usati dai freelance e dai consulenti

Andiamo nel concreto: i codici ATECO 2025 che vediamo aprire più spesso, raggruppati per professione, con il coefficiente dell'Allegato 4. Per chi non ha una cassa professionale la gestione previdenziale è di norma la Gestione Separata INPS.

Sviluppo software e IT

CodiceDescrizione ufficiale (ATECO 2025)Coefficiente
62.10.00Attività di programmazione informatica67%
62.20.10Attività di consulenza informatica67%
62.20.20Attività di gestione di strutture informatiche67%
62.90.09Altre attività dei servizi connessi alle tecnologie dell'informazione e dell'informatica n.c.a.67%
63.10.10Fornitura di infrastrutture informatiche, hosting e attività connesse67%
63.10.29Elaborazione altri dati67%
74.12.01Grafica di pagine web78%

Marketing, comunicazione, copywriting

CodiceDescrizione ufficiale (ATECO 2025)Coefficiente
70.20.09Consulenza imprenditoriale e altre attività di consulenza gestionale n.c.a.78%
73.11.01Ideazione di campagne pubblicitarie78%
73.11.02Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari78%
73.11.03Attività di influencer marketing78%
73.20.00Ricerche di mercato e sondaggi di opinione78%
73.30.09Pubbliche relazioni e comunicazione n.c.a.78%
90.11.09Altre attività di creazione letteraria e composizione musicale67%

Attenzione al copywriting: chi scrive testi per campagne pubblicitarie ricade in genere nella divisione 73 (78%), mentre la creazione letteraria (90.11.09) appartiene alle attività artistiche e ha coefficiente 67%. Conta l'attività che svolgi davvero, non l'etichetta.

Consulenza fiscale, contabile e gestionale

CodiceDescrizione ufficiale (ATECO 2025)Note
69.20.01Attività di commercialistiProfessione riservata agli iscritti all'Ordine
69.20.03Attività di esperti contabiliProfessione riservata agli iscritti all'Ordine
69.20.04Attività di consulenti del lavoroProfessione riservata agli iscritti all'Albo
69.20.06Attività di altri consulenti, periti e altri soggetti simili in ambito tributario e contabilePer chi non esercita una professione ordinistica
70.20.09Consulenza imprenditoriale e altre attività di consulenza gestionale n.c.a.Attività non riservata

Tutti questi codici hanno coefficiente 78%.

Designer, fotografi, traduttori, formatori

CodiceDescrizione ufficiale (ATECO 2025)Coefficiente
74.11.10Attività di progettazione di prodotti industriali78%
74.11.20Attività di progettazione di moda78%
74.12.01Grafica di pagine web78%
74.12.09Altre attività di progettazione grafica e di comunicazione visiva78%
74.20.19Altre attività fotografiche specializzate78%
74.20.20Attività di sviluppo e stampa e altre attività fotografiche78%
74.30.00Attività di traduzione e interpretariato78%
85.59.20Corsi di formazione e corsi di aggiornamento professionale78%
85.59.99Tutti gli altri servizi vari di istruzione e formazione n.c.a.78%

Partita IVA aperta prima di aprile 2025? Il vecchio codice è stato convertito d'ufficio: per esempio 62.01.00 → 62.10.00, 62.02.00 → 62.20.10, 74.10.21 → 74.12.01, 74.10.29 → 74.12.09, 70.21.00 → 73.30.09. Alcuni vecchi codici, come 70.22.09 (consulenza gestionale), sono stati suddivisi tra più codici nuovi: verifica nel cassetto fiscale che il codice attribuito descriva davvero la tua attività.

Sviluppatori e professionisti IT: 67% o 78%?

Per chi lavora nel digitale la scelta del codice sposta davvero le tasse: tutta la famiglia 62 e 63 (programmazione, consulenza informatica, gestione di sistemi, hosting, elaborazione dati) è al 67%, mentre grafica web, UX/UI e comunicazione visiva (74.12) e la consulenza gestionale (70.20) sono al 78%.

Stesso fatturato, coefficiente diverso. Due freelance incassano 50.000 euro, Gestione Separata al 26,07%, aliquota 15%. Lo sviluppatore (62.10.00, 67%) ha un imponibile di 33.500 euro, circa 8.733 euro di contributi e 3.715 euro di imposta: netto circa 37.550 euro. Il web designer (74.12.01, 78%) ha un imponibile di 39.000 euro, circa 10.167 euro di contributi e 4.325 euro di imposta: netto circa 35.510 euro. Oltre 2.000 euro di differenza all'anno.

Proprio per questo il codice deve descrivere l'attività prevalente reale: uno sviluppatore backend che si registra come web designer (o un UX designer che si registra come programmatore) si espone a una riclassificazione in caso di controllo, perché l'Agenzia guarda alle fatture emesse e a come descrivono le prestazioni.

  • Gestione Separata: niente contributi fissi, si paga il 26,07% del reddito forfettario (24% se hai già un'altra copertura previdenziale o sei pensionato). Chi non incassa non versa.
  • Clienti esteri: fattura elettronica con codice destinatario "XXXXXXX" e natura N2.1 per i servizi a imprese estere (art. 7-ter DPR 633/1972); per i clienti UE serve l'iscrizione al VIES. Tutti i passaggi sono nella guida all'esterometro per i forfettari e nella guida alla fattura forfettaria.
  • Piattaforme (Upwork, Fiverr, Malt e simili): il ricavo da dichiarare è l'importo lordo pagato dal cliente, non il netto dopo le commissioni, che nel forfettario non si deducono. Prima di fatturare verifica chi è il tuo committente: la piattaforma o il cliente finale.

Caso pratico 1: developer che sceglie 62.10.00 invece di 62.20.10

Caso pratico 1 — Riccardo, full-stack developer, primo anno

Riccardo apre P.IVA come sviluppatore. Su un forum legge che "il codice dei developer è 62.10.00" e lo dichiara nell'AA9/12. Lavora per due aziende italiane scrivendo codice React e Node.js per applicazioni web personalizzate.

Dopo un anno chiede una consulenza in studio: vuole sapere se ha scelto bene. Il dubbio nasce da un cliente che gli chiede di fatturare come "consulenza informatica" e di produrre un'analisi tecnica preliminare prima dello sviluppo.

Analisi: il codice 62.10.00 ("Attività di programmazione informatica") è corretto per chi scrive il codice. Il 62.20.10 ("Attività di consulenza informatica") è invece per chi fa analisi, progettazione, formazione tecnica, audit di sistemi senza scrivere direttamente codice. Sul piano fiscale entrambi hanno coefficiente 67%: la differenza pratica è minima. Riccardo fa principalmente sviluppo, quindi 62.10.00 è corretto; se in futuro il mix dovesse spostarsi (progetta architetture, fa code review, forma team), potrà aggiungere 62.20.10 come codice secondario.

Cosa NON cambia: imposta sostitutiva, contributi INPS Gestione Separata, soglia 85k. Stesso identico carico fiscale e contributivo.

Cosa cambia: la descrizione che compare in visura camerale (se iscritto), gli eventuali requisiti dei bandi pubblici, la coerenza con le fatture emesse ai clienti.

Caso pratico 2: consulente di marketing che apre 70.20.09

Caso pratico 2 — Sara, consulente marketing e social media

Sara ha 28 anni, lavorava come dipendente in un'agenzia di marketing. Apre P.IVA per fare consulenza freelance ad aziende clienti. Aliquota 5% (nuova partita IVA, rispetta i requisiti del comma 65).

Il commercialista a cui si rivolge per la prima volta propone 70.20.09 (consulenza imprenditoriale e gestionale). Sara, leggendo online, si chiede se non sia meglio 73.11.02 (campagne di marketing). Tutti e due hanno coefficiente 78%: quale scegliere?

Distinguo:

  • 70.20.09 è il codice per chi fa consulenza strategica: piani marketing, analisi di posizionamento, definizione del go-to-market, audit organizzativo, senza esecuzione operativa diretta delle campagne.
  • 73.11.02 è per chi esegue le campagne: gestione adv su Meta/Google, gestione social, produzione di creativi, monitoraggio dei risultati.

Sara fa entrambe le cose. Come codice principale indica quello dell'attività che le porta la quota maggiore di ricavi e aggiunge l'altro come secondario. Essendo entrambi al 78%, il calcolo delle tasse non cambia: se invece le due attività avessero coefficienti diversi, ciascuna andrebbe tassata con il proprio (vedi il paragrafo sulle attività multiple).

Attività multiple: ogni attività con il suo coefficiente

Capita spesso, soprattutto fra freelance, di svolgere più attività diverse: un designer che fa anche formazione, un consulente IT che vende anche piccoli prodotti online. Le regole da ricordare sono tre:

  1. Nel modello AA9/12 si indica un codice principale (l'attività prevalente) e i codici delle altre attività.
  2. Se le attività hanno coefficienti diversi, il reddito si calcola applicando a ciascuna il proprio coefficiente sui rispettivi ricavi: nel quadro LM della dichiarazione ogni attività ha il suo rigo. Per questo i ricavi delle diverse attività vanno tenuti distinti fin dalla fattura.
  3. Il limite di 85.000 euro si verifica sul totale dei ricavi di tutte le attività.

Un esempio con i numeri. Chi incassa 30.000 euro da consulenza marketing (78%) e 35.000 euro da commercio online (40%) ha un reddito forfettario di 30.000 × 78% + 35.000 × 40% = 23.400 + 14.000 = 37.400 euro, non il risultato di un unico coefficiente applicato a tutto. Attenzione anche ai contributi: un'attività commerciale comporta l'iscrizione alla Gestione Commercianti, con il suo contributo fisso annuo, e il coordinamento con la Gestione Separata va verificato con il commercialista prima di aprire la seconda attività.

Come modificare il codice ATECO in corso d'anno

L'attività evolve, il codice scelto in fase di apertura può non essere più corretto, o ti accorgi di un errore. Modificare il codice ATECO si può in qualunque momento, e la procedura richiede:

  1. Compilazione del modello AA9/12 (per persone fisiche) con indicazione del nuovo codice nel quadro B (attività principale) o D (altre attività).
  2. Trasmissione entro 30 giorni dalla variazione: telematicamente via Fisconline/Entratel, oppure tramite il proprio commercialista intermediario abilitato.
  3. Aggiornamento Registro Imprese tramite ComUnica, se sei iscritto in Camera di Commercio (artigiani, commercianti, imprese individuali non professionali).
  4. Aggiornamento INPS se il cambio comporta un transito tra Gestione Separata e Gestione Artigiani/Commercianti.
  5. Aggiornamento Cassa professionale (Cassa Forense, INARCASSA, ecc.) se applicabile.

Il cambio di ATECO non richiede chiusura e riapertura della partita IVA. Se nello stesso anno hai svolto sia la vecchia sia la nuova attività e i coefficienti sono diversi, in dichiarazione ciascuna va indicata con i propri ricavi e il proprio coefficiente. Per i dettagli operativi sulla pratica di apertura, vedi la guida all'apertura della partita IVA.

Errori comuni nella scelta dell'ATECO

Sei errori che vediamo ricorrere fra chi sceglie il codice senza consulenza, e di cui spesso si paga il prezzo qualche anno dopo.

1. Copiare l'ATECO di un collega "che fa la stessa cosa". Le sfumature nelle descrizioni Istat contano. Due web designer apparentemente identici possono avere codici diversi a seconda che lavorino più su grafica e comunicazione visiva (74.12.09) o su grafica di pagine web (74.12.01). La descrizione ufficiale di ciascun codice è consultabile sul sito dell'Istat (classificazione ATECO 2025): vale la pena leggerla.

2. Scegliere il codice con coefficiente più basso "per pagare meno". Se l'attività dichiarata non corrisponde a quella effettivamente svolta, l'Agenzia delle Entrate può riclassificarla e applicare il coefficiente corretto anche per gli anni passati, con le sanzioni per dichiarazione infedele e gli interessi.

3. Dichiarare 62.10.00 (programmazione) quando si fa solo consulenza (62.20.10). Coefficiente identico, ma in sede di controllo si guarda alle fatture emesse e alla loro descrizione: "consulenza per progettazione architettura cloud" con un codice di programmazione è un disallineamento evidente. Non cambia le imposte, ma è un segnale di scarsa cura negli adempimenti.

4. Usare il codice di una professione regolamentata senza averne i requisiti. Commercialisti (69.20.01), esperti contabili (69.20.03), consulenti del lavoro (69.20.04) e le professioni sanitarie richiedono l'iscrizione all'Ordine o all'Albo: chi non è iscritto deve scegliere un codice diverso, come 69.20.06 o 70.20.09.

5. Fatturare quasi tutto all'ex datore di lavoro. Se nell'anno fatturi prevalentemente al datore di lavoro attuale o a quello dei due anni precedenti (o a soggetti a lui riconducibili), dall'anno successivo perdi il forfettario (art. 1, comma 57, lett. d-bis, L. 190/2014). Qui il codice ATECO non c'entra: conta a chi fatturi. Approfondisci nella guida forfettario e lavoro dipendente.

6. Trascurare i costi differenti di apertura. Le attività d'impresa, come commercio e costruzioni, richiedono l'iscrizione in Camera di Commercio (con il diritto annuale) e spesso adempimenti comunali (SUAP, SCIA). Le attività professionali hanno di norma solo l'apertura all'Agenzia delle Entrate. Prima di scegliere, valuta i costi annuali complessivi nella nostra guida ai costi della partita IVA.

Domande frequenti

"Posso aprire più codici ATECO contemporaneamente?"

Sì. Nel modello AA9/12 dichiari un codice principale e i codici delle altre attività. Se le attività hanno coefficienti diversi, nel forfettario ciascuna si tassa con il proprio coefficiente sui rispettivi ricavi, che vanno quindi tenuti separati; il limite di 85.000 euro vale invece sul totale.

"Cambia qualcosa fra ATECO 2007 e ATECO 2025?"

Sì, molto. Sono cambiati numerosi codici (per esempio 62.01.00 è diventato 62.10.00, 74.10.21 è diventato 74.12.01, 70.22.09 è confluito in gran parte in 70.20.09) e anche le lettere delle sezioni. Dal 1° aprile 2025 l'Agenzia delle Entrate usa solo ATECO 2025 e ha convertito d'ufficio i codici delle partite IVA già aperte: verifica nel cassetto fiscale che il codice attribuito corrisponda all'attività che svolgi. I coefficienti del forfettario, invece, non sono cambiati.

"Se cambio attività completamente, devo aprire una nuova P.IVA?"

No. Anche un cambio radicale (es. da consulenza marketing a vendita di prodotti alimentari) si gestisce modificando il codice ATECO con il modello AA9/12. La P.IVA resta la stessa, cambia il codice principale. Nell'anno del cambio, i ricavi della vecchia e della nuova attività si tassano ciascuno con il proprio coefficiente; attenzione anche al possibile cambio di gestione INPS.

"L'ATECO determina anche la cassa previdenziale?"

Indirettamente sì. Le attività commerciali, artigiane, edili, di alloggio e ristorazione e manifatturiere comportano di norma l'iscrizione INPS alla Gestione Artigiani o Commercianti. Le attività professionali e i servizi informatici svolti come lavoratore autonomo vanno in Gestione Separata, salvo che la professione abbia una cassa privata (Cassa Forense per avvocati, INARCASSA per ingegneri/architetti, CNPADC per commercialisti). La scelta dell'ATECO si porta dietro automaticamente il regime contributivo.

In sintesi: cinque minuti di analisi che valgono anni di tasse

Il codice ATECO non è una formalità burocratica: è la decisione che imposta il tuo regime contributivo, il tuo coefficiente di redditività e, in caso di controlli, la lente attraverso cui l'Agenzia legge la tua attività. Prima di firmare il modello AA9/12, dedica trenta minuti a leggere le descrizioni Istat dei codici candidati, confronta i coefficienti dell'Allegato 4 della L. 190/2014 e, se hai dubbi, chiedi una verifica al tuo commercialista. Modificare l'ATECO in seguito si può, ma costa tempo e a volte qualche complicazione lato cassa previdenziale: meglio impostare bene fin dall'inizio.

Riferimenti normativi citati: L. 190/2014 art. 1 commi 54-89, comma 64 e Allegato 4 (coefficienti di redditività), comma 57 lett. d-bis (attività verso l'ex datore di lavoro); classificazione Istat ATECO 2025, adottata dall'Agenzia delle Entrate dal 1° aprile 2025; Circolare AdE n. 9/E del 10 aprile 2019 (chiarimenti sul regime forfettario); DPR 633/1972, art. 7-ter (servizi a committenti esteri); DPR 605/1973 (anagrafe tributaria e codici attività).

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Inserisci il fatturato previsto e seleziona il coefficiente del tuo codice ATECO. Il calcolatore restituisce reddito imponibile, contributi INPS, imposta sostitutiva e netto disponibile.

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