Contributi INPS Regime Forfettario 2026: Guida Completa

I contributi previdenziali sono spesso la voce di costo piu' pesante per chi ha una partita IVA forfettaria — piu' dell'imposta sostitutiva stessa. Per un consulente in Gestione Separata che fattura 35.000 €, l'INPS chiede circa 7.100 € all'anno, contro i 4.100 € dell'imposta al 15%. Per un commerciante alle prime armi, i soli contributi fissi superano i 4.500 € anche con incassi quasi nulli. Questa guida e' aggiornata al 2026 con aliquote, minimali, scadenze e tutte le riduzioni disponibili — riduzione 35% del forfettario, sconto 50% per le nuove iscrizioni 2025, esempi pratici e gli errori che vediamo piu' spesso in studio.

Aggiornato per il 2026: questa guida si applica all'anno d'imposta 2026. Le aliquote contributive INPS storicamente rimangono stabili: 26,07% per la Gestione Separata, 24% per Artigiani, 24,48% per Commercianti. Gli importi minimi indicati si basano sulle ultime Circolari INPS disponibili (n. 27/2025 e 38/2025) — verifica eventuali aggiornamenti pubblicati per il 2026 sul sito INPS o con il tuo commercialista. La versione 2025 resta consultabile per riferimento storico.

Contributi INPS 2026: Separata 26,07% — Artigiani 24% — Commercianti 24,48% CalcoloForfettario.it · Schema sintetico
Le tre gestioni previdenziali INPS e le rispettive aliquote 2026 per il forfettario.

Le tre gestioni previdenziali

Nel regime forfettario, la cassa previdenziale a cui versi i contributi dipende dal tipo di attività che svolgi — una scelta che dovresti fare già al momento dell'apertura della partita IVA. Ci sono tre casi principali.

Gestione Separata INPS — riguarda i liberi professionisti senza una cassa previdenziale dedicata: consulenti, web designer, copywriter, social media manager, formatori, e in generale tutte le professioni non regolamentate. In questa gestione non ci sono contributi fissi: paghi solo una percentuale sul reddito effettivamente prodotto.

Gestione Artigiani INPS — riguarda chi svolge attività artigianali come impresa individuale: parrucchieri, elettricisti, falegnami, tatuatori, estetiste. Prevede contributi fissi annuali, indipendenti dal reddito, più una quota percentuale sull'eccedenza. Richiede iscrizione alla Camera di Commercio.

Gestione Commercianti INPS — riguarda chi svolge attività commerciali: negozianti, e-commerce, ristoratori, ambulanti. Ha la stessa struttura della gestione artigiani (fissi + percentuale), con importi leggermente diversi. Richiede anch'essa iscrizione camerale.

Esiste poi una quarta categoria: i professionisti con cassa propria (avvocati, ingegneri, architetti, medici, commercialisti). In quel caso, i contributi si versano alla cassa di categoria con regole specifiche, non all'INPS.

Aliquote e importi 2025

Gestione Separata

L'aliquota contributiva per il 2025 è del 26,07% sul reddito imponibile (25% per la quota IVS pensionistica + 1,07% per prestazioni non pensionistiche, inclusa l'ISCRO). Per chi è titolare di pensione o ha un'altra forma di previdenza obbligatoria, l'aliquota scende al 24%. Il reddito su cui si applica l'aliquota è determinato dal coefficiente di redditività del codice ATECO.

Non esiste un contributo minimo fisso: se il reddito è zero, i contributi sono zero. Esiste però un reddito minimale ai fini dell'accredito contributivo pieno — circa 18.555 € nel 2025 — sotto il quale non si maturano 12 mesi pieni di anzianità pensionistica, ma solo i mesi proporzionali ai contributi versati.

Gestione Artigiani e Commercianti

Queste gestioni prevedono due componenti: una quota fissa e una quota variabile.

Voce Artigiani Commercianti
Contributi fissi annuali 4.460,64 € 4.549,70 €
Reddito minimale 18.555 € 18.555 €
Aliquota sull'eccedenza 24,00% 24,48%
Aliquota sopra 55.448 € 25,00% 25,48%
Massimale annuo 92.413 € 92.413 €

I contributi fissi si versano in 4 rate trimestrali: 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre 2025 e 16 febbraio 2026. I contributi variabili sull'eccedenza seguono le scadenze della dichiarazione dei redditi (giugno e novembre).

Punto importante: i contributi fissi si pagano sempre, anche se il reddito è inferiore al minimale o addirittura pari a zero. Chi apre la partita IVA durante l'anno paga una quota proporzionale ai mesi di attività (circa 372 € al mese per gli artigiani, 379 € per i commercianti).

Importi indicativi: i valori riportati in questa guida si basano sulle Circolari INPS n. 27/2025 e n. 38/2025. Verifica sempre gli importi aggiornati sul sito INPS o con il tuo commercialista, perché possono variare leggermente ogni anno.

Esempi di calcolo

Vediamo tre scenari concreti per confrontare i costi previdenziali nelle diverse gestioni.

Professionista in Gestione Separata (coeff. 78%, ricavi 35.000 €)

Reddito imponibile: 35.000 × 78% = 27.300 €

Contributi: 27.300 × 26,07% = 7.117 €

Nessun contributo fisso. Se il reddito fosse zero, i contributi sarebbero zero.

Artigiano (coeff. 67%, ricavi 35.000 €, reddito 23.450 €)

Contributi fissi: 4.460,64 € (coprono fino al minimale di 18.555 €)

Eccedenza: 23.450 – 18.555 = 4.895 €

Contributi variabili: 4.895 × 24% = 1.174,80 €

Totale contributi: 4.460,64 + 1.174,80 = 5.635 €

Commerciante (coeff. 40%, ricavi 35.000 €, reddito 14.000 €)

Contributi fissi: 4.549,70 € (reddito sotto il minimale, nessuna eccedenza)

Totale contributi: 4.549,70 €

Anche con un reddito di 14.000 €, i contributi fissi restano invariati. In questo caso rappresentano oltre il 32% del reddito.

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Nei mesi di gennaio e febbraio arrivano in redazione le richieste piu' frequenti su un punto: "ho aperto P.IVA a settembre, devo pagare i fissi pieni?". La risposta dipende dalla gestione. In Separata no, perche' i fissi non esistono. In Artigiani/Commercianti si', ma in proporzione ai mesi di iscrizione — circa 372 €/mese per artigiani e 379 €/mese per commercianti. Pianificare questi numeri dal primo giorno evita il classico shock di gennaio.

Caso pratico — Anna, e-commerce nuova iscritta 2025

Anna apre P.IVA come e-commerce nel marzo 2025, gestione Commercianti. Si tratta della sua prima iscrizione INPS in questa gestione. Puo' beneficiare dello sconto 50% sulle nuove attivita' (Legge 207/2024). Fatturato previsto 2026: 28.000 €, ATECO 47.91.10 (commercio elettronico), coefficiente 40%.

Reddito imponibile: 28.000 x 40% = 11.200 € (sotto il minimale, nessuna eccedenza).

Contributi fissi 2026 con sconto 50%: 4.549,70 x 50% = 2.275 €/anno.

Senza sconto avrebbe pagato 4.549,70 €. Risparmio annuo: 2.275 €. Lo sconto resta attivo per 36 mesi consecutivi a partire dalla prima iscrizione (quindi fino a febbraio 2028 per Anna).

La riduzione del 35% per forfettari

I forfettari iscritti alla Gestione Artigiani o Commercianti possono richiedere una riduzione del 35% sia sui contributi fissi che su quelli variabili (art. 1, commi 77-84, Legge 190/2014). Questa agevolazione è riservata esclusivamente a chi aderisce al regime forfettario.

La riduzione non è automatica. Per richiederla bisogna trasmettere domanda telematica all'INPS tramite il Cassetto Previdenziale, entro il 28 febbraio dell'anno in cui si vuole beneficiare dello sconto. Se la si è già ottenuta l'anno precedente e si mantengono i requisiti, il rinnovo è automatico.

Con la riduzione del 35%, i contributi fissi scendono a circa 2.900 € per gli artigiani e circa 2.957 € per i commercianti. Uno sconto significativo, soprattutto per le attività con redditi bassi.

Attenzione però: la riduzione comporta un accredito contributivo proporzionalmente ridotto ai fini pensionistici. In pratica, con lo sconto del 35% si maturano meno mesi di anzianità contributiva. È una scelta che conviene nel breve periodo ma va valutata anche in prospettiva previdenziale.

Lo sconto del 50% per le nuove iscrizioni 2025

La Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, comma 186) ha introdotto una novità importante: chi si iscrive per la prima volta nel 2025 alla Gestione Artigiani o Commercianti può beneficiare di una riduzione del 50% dei contributi per i primi 36 mesi di attività.

I requisiti sono: prima iscrizione nel 2025 (nessuna precedente posizione in queste gestioni), iscrizione alle gestioni speciali INPS per artigiani o commercianti, e adesione al regime forfettario. Questa riduzione non è cumulabile con quella del 35% — si applica l'una o l'altra.

Lo sconto del 50% è particolarmente vantaggioso nei primi anni di attività, quando i ricavi sono generalmente più bassi. Ma anche qui vale la considerazione sulla riduzione della copertura pensionistica.

Gestione Separata esclusa: né la riduzione del 35% né lo sconto del 50% si applicano ai professionisti iscritti alla Gestione Separata. Per questa categoria, l'aliquota del 26,07% è fissa e non riducibile.

Scadenze di versamento

Gestione Separata

I contributi si versano con le stesse scadenze dell'imposta sostitutiva, in sede di dichiarazione dei redditi:

  • 30 giugno: saldo dell'anno precedente + primo acconto (40% del dovuto per l'anno in corso)
  • 30 novembre: secondo acconto (40% del dovuto; l'acconto complessivo è l'80%, in due rate di pari importo)

Gestione Artigiani e Commercianti

I contributi fissi si versano in 4 rate trimestrali:

  • 16 maggio 2025 — prima rata
  • 20 agosto 2025 — seconda rata
  • 16 novembre 2025 — terza rata
  • 16 febbraio 2026 — quarta rata

I contributi variabili sull'eccedenza si versano con le stesse scadenze della dichiarazione dei redditi (giugno e novembre), tramite modello F24.

Contributi e deducibilità fiscale

I contributi previdenziali versati sono l'unica voce deducibile nel regime forfettario. Si sottraggono dal reddito imponibile prima di calcolare l'imposta sostitutiva. Questo significa che ogni euro versato di contributi riduce direttamente la base imponibile.

La deducibilità avviene per cassa: si deducono i contributi effettivamente versati nell'anno, non quelli dovuti. Quindi i contributi pagati nel 2025 (inclusi eventuali saldi di anni precedenti) si deducono nella dichiarazione relativa al 2025.

Quale gestione conviene?

Non si tratta di una scelta libera — la gestione INPS dipende dal tipo di attività esercitata. Ma nel confronto vale la pena notare alcune differenze chiave.

La Gestione Separata è più flessibile: nessun costo fisso, paghi solo in proporzione al reddito. Però l'aliquota del 26,07% è più alta e non è riducibile. La Gestione Artigiani/Commercianti ha costi fissi rilevanti (anche con reddito zero), ma offre la possibilità di ridurre i contributi del 35% o del 50%, abbassando significativamente il carico nei primi anni.

Per le attività con ricavi bassi o intermittenti, la Gestione Separata è generalmente meno onerosa. Per le attività con ricavi stabili sopra i 25-30.000 €, la gestione artigiani/commercianti con riduzione può risultare competitiva.

Errori comuni che vediamo

  • Dimenticare la domanda di riduzione 35%. La scadenza del 28 febbraio e' rigida. Mancarla significa pagare per intero per tutto l'anno solare. Per chi apre P.IVA in corso d'anno la domanda va presentata entro 30 giorni dall'iscrizione alla gestione.
  • Confondere riduzione 35% e sconto 50%. Sono alternative, non cumulabili. Per le nuove iscrizioni 2025-2026 in Artigiani/Commercianti, lo sconto 50% sui primi 36 mesi conviene quasi sempre rispetto al 35%. Si valuta in base al reddito atteso e all'orizzonte temporale.
  • Confondere ricavi con reddito imponibile. I contributi si applicano al reddito imponibile (ricavi x coefficiente di redditivita'), non al fatturato lordo. Un consulente in Separata che fattura 50.000 € con coefficiente 78% paga sui 39.000 €, non sui 50.000.
  • Non dedurre i contributi nella dichiarazione. Sono l'unica deduzione del forfettario. Dimenticarli costa il 15% (o 5%) del loro ammontare in imposta non risparmiata. Un artigiano con 6.000 € di contributi versati e dimenticati paga 900 € di imposta in piu'.
  • Non versare i contributi fissi se l'attivita' rallenta. In Artigiani/Commercianti i fissi sono dovuti a prescindere dal reddito. Anche con incassi zero, va versata la rata trimestrale. Saltarla genera sanzioni e interessi.
  • Pensare che la Gestione Separata sia "previdenza minore". L'aliquota 26,07% e' alta. I contributi versati costruiscono pensione vera, con le stesse regole della gestione lavoratori dipendenti (sistema contributivo puro). Non e' una versione "lite" della previdenza.

Domande frequenti dei lettori

Lo sconto del 50% si applica anche ai contributi sull'eccedenza?

Si'. La Legge 207/2024 prevede la riduzione del 50% sia sui contributi fissi sia su quelli sull'eccedenza del minimale, per 36 mesi consecutivi dalla prima iscrizione. Non e' cumulabile con la riduzione del 35%: il contribuente sceglie quale agevolazione richiedere.

Se cambio gestione (es. da Separata a Commercianti) lo sconto si perde?

Lo sconto 35% del forfettario e' legato all'iscrizione alla gestione Artigiani o Commercianti: se passi dalla Separata a una delle due e mantieni il forfettario, puoi richiederlo nuovamente sulla nuova posizione. Lo sconto 50% nuove iscrizioni e' invece riservato alle prime iscrizioni mai fatte in Artigiani/Commercianti: se hai gia' avuto una posizione passata in queste gestioni, non spetta.

Posso compensare i contributi INPS con crediti d'imposta in F24?

Si'. I contributi INPS si versano con F24 ordinario e possono essere compensati con crediti tributari o contributivi disponibili, secondo le regole della compensazione orizzontale (art. 17 D.Lgs. 241/1997). Limite generale annuo: 2 milioni di euro.

I contributi versati danno diritto a malattia, maternita' e disoccupazione?

In Gestione Separata, lo 0,72% della quota aggiuntiva finanzia indennita' di malattia, maternita', degenza ospedaliera e ANF; dal 2022 l'1,07% include anche l'ISCRO (indennita' straordinaria di continuita' reddituale). In Artigiani/Commercianti la copertura per malattia e maternita' e' integrata nei contributi obbligatori. La disoccupazione vera e propria (NASpI/DIS-COLL) non si applica ai forfettari titolari di P.IVA.

Riepilogo

I contributi INPS nel regime forfettario si calcolano sul reddito imponibile forfettario (ricavi x coefficiente di redditivita'). Nel 2025-2026 le aliquote sono: 26,07% per la Gestione Separata, 24% per artigiani e 24,48% per commercianti (sulla quota eccedente il minimale di 18.555 €). Artigiani e commercianti pagano contributi fissi di 4.460,64 € e 4.549,70 € annui, riducibili del 35% (forfettari) o del 50% (nuove iscrizioni 2025-2026 in queste gestioni). I contributi versati sono integralmente deducibili dal reddito ai fini dell'imposta sostitutiva. La pianificazione dell'accantonamento mensile e la richiesta tempestiva delle riduzioni (entro il 28 febbraio) sono i due punti che fanno la differenza tra una P.IVA sostenibile e una in affanno.

Riferimenti normativi: Legge 190/2014, commi 77-84 (riduzione 35%); Legge 207/2024 (Bilancio 2025), comma 186 (sconto 50%); Legge 335/1995, art. 2 comma 26 (Gestione Separata); Circolari INPS n. 27/2025 e n. 38/2025. Fonti ufficiali: inps.it, normattiva.it, gazzettaufficiale.it.

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