Scadenze Fiscali Regime Forfettario 2026: Calendario Completo

Ogni anno a fine maggio iniziamo a ricevere le solite domande: "Quando pago? Quanto pago? Posso rateizzare?". Vediamo la mappa completa delle scadenze 2026 per chi è in regime forfettario, con date, codici tributo F24 e cosa fare se sbagli un versamento.

Aggiornato per il 2026: questa guida riflette il calendario fiscale in vigore per l'anno d'imposta 2026, con date, scadenze e modalità di versamento aggiornate al momento della pubblicazione. La versione precedente (2025) resta consultabile in fondo all'articolo per riferimento storico.

Scadenze forfettario 2026: 30 giugno + 31 ottobre + 30 novembre CalcoloForfettario.it · Schema sintetico
Le tre date chiave del calendario fiscale forfettario per il 2026.

Le 3 date che NON puoi sbagliare

Se vuoi tenere a mente solo l'essenziale, segnati queste tre. Sono i giorni in cui un errore costa di più, perché il ravvedimento operoso aumenta in proporzione al ritardo (art. 13 del D.Lgs. 472/1997).

  • 30 giugno 2026 — Saldo imposta sostitutiva 2025 + 1° acconto 2026 (50%) + saldo contributi INPS. È la scadenza più "pesante" dell'anno: in un'unica data converge la chiusura del 2025 e l'apertura del 2026.
  • 31 ottobre 2026 — Termine ordinario per la presentazione del Modello Redditi PF (dichiarazione dei redditi anno d'imposta 2025). Saltarla significa dichiarazione tardiva e relative sanzioni.
  • 30 novembre 2026 — 2° acconto imposta sostitutiva 2026 (50%) e, per chi è in Gestione Separata, 2° acconto contributi. Non è rateizzabile: chi non versa entro la data deve obbligatoriamente ricorrere al ravvedimento.

Promemoria operativo. Se il 30 giugno o il 30 novembre cadono di sabato o festivo, il termine si sposta al primo giorno lavorativo successivo (art. 6, comma 8, del D.L. 330/1994 e art. 17 del DPR 600/1973). Nel 2026 il 30 giugno è martedì e il 30 novembre è lunedì: nessuno slittamento.

Il consiglio della redazione: imposta una sveglia il 15 del mese precedente. Così hai due settimane per calcolare l'F24, controllare il saldo del conto e, se serve, attivare la rateazione.

Calendario completo mese per mese — 2026

Tabella riassuntiva di tutte le scadenze fiscali e contributive che possono interessare un forfettario nel 2026. Le tre date evidenziate in rosso sono quelle "must": le altre dipendono dalla tua situazione (sostituto d'imposta, gestione INPS, eventuale IVA per superamento 100.000 €).

Mese Data Adempimento
Gennaio 16 gennaio Versamento ritenute su redditi di lavoro autonomo del mese precedente (solo se sostituto d'imposta)
Febbraio 16 febbraio Ritenute mensili + 4ª rata contributi fissi artigiani/commercianti riferita all'anno precedente
Febbraio 28 febbraio Invio Certificazione Unica (CU) ai percipienti (collaboratori, professionisti) se hai effettuato ritenute
Marzo 16 marzo Tassa annuale libri sociali, versamento ritenute, eventuale tassa universitaria sostituto d'imposta
Marzo 31 marzo Comunicazione trimestrale operazioni transfrontaliere (ex Esterometro) — operazioni 4° trimestre 2025
Aprile 16 aprile Versamento ritenute mensili
Aprile 30 aprile Apertura invio Modello 730 (riguarda lavoratori dipendenti/pensionati: non i forfettari "puri", ma utile se hai redditi misti)
Maggio 16 maggio 1ª rata contributi fissi artigiani/commercianti 2026 (gestione speciale INPS)
Giugno 30 giugno Saldo imposta sostitutiva 2025 + 1° acconto 2026 (50% sul 2025) + saldo INPS (Gestione Separata o eccedenza artigiani/commercianti)
Luglio 30 luglio Rateazione con maggiorazione 0,40% — versamenti del 30 giugno posticipati con interesse
Agosto 20 agosto 2ª rata fissa contributi artigiani/commercianti 2026 (proroga estiva ordinaria)
Settembre 16 settembre Versamento ritenute mensili
Ottobre 31 ottobre Termine ordinario per Modello Redditi PF 2026 (anno d'imposta 2025)
Novembre 16 novembre 3ª rata fissa contributi artigiani/commercianti
Novembre 30 novembre 2° acconto imposta sostitutiva 2026 (50% sul 2025) + 2° acconto INPS Gestione Separata
Dicembre 16 dicembre Versamento ritenute del mese — chiusura adempimenti annuali

Attenzione: il saldo e il 1° acconto di giugno si possono rateizzare fino a 6 rate mensili con interesse dello 0,33% mensile (Decreto MEF 28 dicembre 2018). Il 2° acconto di novembre, invece, va versato in un'unica soluzione: niente rate.

Codici tributo F24 da conoscere

Quando compili il modello F24 ti servono i codici tributo corretti. Sbagliare codice non è la fine del mondo (l'Agenzia delle Entrate consente la regolarizzazione tramite istanza), ma rallenta il lavoro. Qui sotto i principali per il forfettario.

Codice Tipologia Quando si usa
1790Imposta sostitutiva — 1° accontoPrimo acconto sull'anno in corso (50%), a giugno
1791Imposta sostitutiva — 2° accontoSecondo acconto sull'anno in corso (50%), a novembre
1792Imposta sostitutiva — saldoSaldo dell'imposta dovuta sull'anno d'imposta precedente (a giugno)
APINPS Artigiani — fisso periodicoRate trimestrali artigiani gestione IVS
CPINPS Commercianti — fisso periodicoRate trimestrali commercianti gestione IVS
P10INPS Gestione Separata — saldo e accontoContributi a percentuale per professionisti senza cassa

Il versamento unificato tramite F24 è disciplinato dall'art. 17 del DPR 600/1973: la stessa norma consente di compensare crediti d'imposta con debiti di natura diversa, una possibilità da valutare con il commercialista prima delle scadenze "grosse".

Acconti 2026: come si calcolano davvero

Gli acconti dell'imposta sostitutiva forfettaria seguono il metodo storico: si calcolano sull'imposta dichiarata l'anno precedente (rigo specifico del quadro LM). La somma totale degli acconti è il 100% dell'imposta 2025, ripartita così:

  • 50% entro il 30 giugno 2026 insieme al saldo
  • 50% entro il 30 novembre 2026

Esiste una soglia di esonero: se l'imposta del 2025 (rigo LM42, o equivalente) è inferiore a 51,65 €, l'acconto non è dovuto. Se invece l'imposta supera 51,65 € ma non raggiunge 257,52 €, l'acconto si versa in un'unica soluzione entro il 30 novembre (e non in due rate). Sopra 257,52 € si applica lo schema standard 50% + 50% (due rate di pari importo previste per i forfettari e i soggetti ISA, art. 58 DL 124/2019).

Esempio numerico — forfettario al 15%

Andrea è un consulente IT in regime forfettario al 15%, coefficiente di redditività 78%. Nel 2025 ha fatturato 42.000 €. Imponibile: 42.000 × 78% = 32.760 €. Tolti i contributi INPS Gestione Separata (circa 8.583 € al tasso 26,07%): reddito netto imponibile 24.177 €. Imposta sostitutiva 15%: 3.627 €.

A giugno 2026 Andrea versa quindi: 3.627 € di saldo (codice 1792) + 1.813,50 € di 1° acconto (codice 1790, pari al 50% di 3.627 €). A novembre 2026 versa il 2° acconto di 1.813,50 € (codice 1791, 50% di 3.627 €). Totale 2026: 7.254 € solo di imposta sostitutiva, a cui aggiungere i contributi INPS. Per questo a inizio anno conviene aprire un conto dedicato e accantonare ogni mese.

Esempio numerico — start-up al 5%

Sara è una grafica al primo anno di start-up forfettaria (aliquota 5%). Fatturato 2025: 22.000 €. Coefficiente 78% → imponibile 17.160 €. Contributi Gestione Separata su tale base (~4.473 €). Reddito netto imponibile 12.687 €. Imposta sostitutiva 5%: 634 €.

Essendo l'imposta sopra i 257,52 €, Sara versa: 634 € saldo + 317 € 1° acconto a giugno; 317 € 2° acconto a novembre. Per il 2027, se i ricavi restano simili, può prevedere lo stesso impegno. Il discrimine importante è il termine quinquennale dello start-up: dopo cinque anni l'aliquota scatta automaticamente al 15% e l'imposta dovuta circa triplica.

Caso 1 — P.IVA aperta nel 2026

Marco apre la partita IVA in regime forfettario il 1° febbraio 2026. Non avendo presentato una dichiarazione per il 2025, non deve versare acconti a giugno o novembre 2026: non c'è una base di calcolo.

La prima vera scadenza per Marco sarà il 30 giugno 2027, quando si troverà a versare contemporaneamente: saldo imposta sostitutiva 2026 + 1° acconto 2027 (50% del 2026) + saldo INPS. Tradotto: l'anno successivo all'apertura è quello finanziariamente più impegnativo. Vale la pena accantonare già dal primo mese.

Caso 2 — Imposta 2025 sotto soglia

Giulia, copywriter forfettaria con aliquota al 15%, ha chiuso il 2025 con un'imposta sostitutiva di 250 €. La soglia per l'esonero parziale dall'acconto è 257,52 €.

Risultato: Giulia non deve versare alcun acconto nel 2026. A giugno 2026 paga solo il saldo (i 250 € già dichiarati, al netto di eventuali ritenute subite). Il codice F24 sarà solo "1792" (saldo). È la situazione tipica del primo anno di attività con start-up al 5%: i casi di esonero sono molto frequenti, ma vanno verificati sulla dichiarazione.

Contributi INPS: due binari diversi

Le scadenze contributive dipendono dalla gestione previdenziale di iscrizione. Non c'è una regola unica per "il forfettario": un consulente in Gestione Separata e un artigiano iscritto all'IVS seguono calendari diversi.

Gestione Separata (professionisti senza cassa)

Contributi calcolati in percentuale sul reddito imponibile forfettario. Si versano in due acconti (giugno e novembre) e un saldo a giugno dell'anno successivo, con codice tributo P10. Stesso calendario dell'imposta sostitutiva, quindi semplice da gestire.

Artigiani e commercianti (gestione IVS)

Qui si pagano contributi fissi sul minimale in quattro rate trimestrali (16 maggio, 20 agosto, 16 novembre, 16 febbraio) più l'eccedenza sul minimale calcolata in percentuale sul reddito che supera il minimo, da versare con le stesse scadenze dell'imposta (giugno e novembre).

I forfettari iscritti alla gestione artigiani/commercianti possono richiedere la riduzione del 35% sui contributi (sia fissi che eccedenza). La domanda va presentata all'INPS entro il 28 febbraio dell'anno per cui si chiede la riduzione, salvo prima iscrizione. Approfondimento qui: contributi INPS forfettario 2026.

Cosa succede se sbagli una scadenza

Capita: dimenticanza, problema di liquidità, errore di calcolo. La buona notizia è che il sistema italiano prevede uno strumento specifico — il ravvedimento operoso, disciplinato dall'art. 13 del D.Lgs. 472/1997 — che ti permette di sanare la posizione pagando una sanzione ridotta più gli interessi legali, prima che l'Agenzia delle Entrate ti notifichi un avviso.

Sanzioni ridotte in base al ritardo

  • Ravvedimento sprint (entro 14 giorni): sanzione 0,1% per ogni giorno di ritardo
  • Ravvedimento breve (dal 15° al 30° giorno): sanzione fissa all'1,5%
  • Ravvedimento intermedio (dal 31° al 90° giorno): sanzione 1,67%
  • Ravvedimento lungo (entro 1 anno): sanzione 3,75%
  • Ravvedimento ultra-biennale (oltre 2 anni): sanzione 5%

Agli importi vanno aggiunti gli interessi legali calcolati giorno per giorno (il tasso viene aggiornato annualmente con decreto MEF). Il versamento avviene sempre con F24, indicando i codici tributo specifici per sanzioni (8911) e interessi (1989), oltre al tributo originario. Guida pratica: ravvedimento operoso forfettario.

La fonte ufficiale per modulistica, calcolatore interessi e chiarimenti operativi è agenziaentrate.gov.it. Per i contributi previdenziali la sezione dedicata è inps.it.

Rateizzare conviene? La regola pratica

La rateazione (Decreto MEF 28 dicembre 2018) è uno strumento utile per gestire la liquidità ma costa: l'interesse mensile è dello 0,33%, cioè circa il 4% annuo se rateizzi fino a dicembre. Per importi piccoli (sotto i 1.500 €) la differenza è quasi trascurabile; sopra i 5.000 € l'effetto sul totale comincia a sentirsi.

Regola pratica della redazione: rateizzare ha senso se l'alternativa è chiedere un fido bancario o uno scoperto (più cari) oppure se manca solo una parte della liquidità per arrivare alla scadenza intera. Se invece i soldi ci sono già, versa in un'unica soluzione e risparmia il costo finanziario.

Una nota tecnica spesso trascurata: la rateazione si attiva direttamente in fase di compilazione dell'F24, indicando nel campo "rateazione" la sequenza progressiva (01/06, 02/06, ..., 06/06) e applicando manualmente la quota di interessi. Non serve fare una richiesta preventiva all'Agenzia delle Entrate: la rateazione "ordinaria" è un diritto del contribuente, non un'autorizzazione. Diversa è la rateazione su cartella esattoriale (Agenzia delle Entrate-Riscossione), che invece richiede istanza formale e fino a 72 rate ordinarie o 120 in caso di temporanea difficoltà economica.

Una buona prassi è preparare il prospetto delle rate in Excel o Google Sheets a inizio giugno, in modo da automatizzare il calcolo della maggiorazione mensile e generare tutti gli F24 in una volta sola. Salva il file con i codici tributo, la base imponibile e la quota interessi pre-calcolata: ti farà risparmiare ore nei mesi successivi e ridurrà al minimo il rischio di errore materiale.

Domande del lettore

Posso anticipare il versamento di giugno per evitare la rateazione?

Sì, il versamento può essere anticipato senza penalità. L'unica accortezza è non confondere acconto e saldo nei codici tributo: il saldo dell'imposta 2025 ha codice 1792, mentre il 1° acconto 2026 ha codice 1790. Anche con un mese di anticipo, l'F24 va compilato correttamente.

Se cambio regime nel 2026 (esco dal forfettario), come si calcola l'acconto?

L'uscita dal forfettario in corso d'anno non azzera l'acconto sull'imposta sostitutiva 2026: l'acconto si versa comunque sulla base del 2025 (anno in cui eri forfettario). Per le imposte ordinarie del 2026 (IRPEF, addizionali) si seguirà invece il calendario standard a partire dalla dichiarazione 2027. Conviene confrontarsi con un commercialista appena si supera la soglia degli 85.000 €.

Le ritenute subite dai clienti si possono recuperare?

I forfettari "puri" rilasciano fattura senza ritenuta d'acconto (dicitura art. 1, commi 67-68, Legge 190/2014 modificata dalla Legge 208/2015 e dalla Legge 232/2016). Se per errore il cliente ha applicato la ritenuta, l'importo si scomputa dall'imposta sostitutiva nel quadro RS del Modello Redditi e si recupera come credito d'imposta.

Cosa succede se il fatturato 2026 supera 85.000 €?

Si entra nel meccanismo della tassazione proporzionale. Fino a 100.000 € resti forfettario per l'anno in corso ma scatta l'IVA dal momento del superamento; oltre 100.000 € l'uscita dal regime è immediata. La scadenza degli acconti non cambia, ma cambiano i codici tributo e il calcolo.

Posso compensare crediti F24 con i versamenti forfettari?

Sì, vale il principio della compensazione orizzontale di cui all'art. 17 del DPR 600/1973: crediti IRPEF, addizionali, IVA, contributi possono essere compensati con debiti d'imposta sostitutiva. Esiste un limite annuo (attualmente 2 milioni di euro per soggetto), che riguarda però casi molto distanti dalla media dei forfettari.

Come evitare sorprese (la routine che consigliamo)

Il consiglio pratico è semplice: metti da parte ogni mese una percentuale dei tuoi incassi. Per i forfettari con aliquota al 15%, una stima prudente è accantonare circa il 30-35% del fatturato (imposte + contributi). Con l'aliquota agevolata al 5% scendi al 25-30%.

Usa un conto separato o un fondo dedicato. Quando arrivano giugno e novembre la liquidità c'è già: niente corse a chiedere finanziamenti o anticipi. Se proprio capita di sforare, regolarizza subito con il ravvedimento operoso: prima si interviene, meno si paga.

Il forfettario è generalmente esonerato dalla comunicazione LIPE trimestrale, salvo casi particolari di applicazione IVA per superamento del limite di 100.000 € o per operazioni con l'estero soggette a inversione contabile.

La checklist di fine anno della redazione

Da quando seguiamo le scadenze dei forfettari, abbiamo notato che i problemi nascono quasi sempre tra ottobre e dicembre, quando si sovrappongono dichiarazione e 2° acconto. Ecco la sequenza che consigliamo, in ordine cronologico:

  1. Settembre — controlla con il commercialista la bozza della dichiarazione: meglio sapere subito l'imposta dovuta che scoprirla a metà ottobre.
  2. Inizio ottobre — invia il Modello Redditi PF: aspettare l'ultimo giorno significa rischio errore e zero margine per correzioni.
  3. 15-20 novembre — verifica saldo del conto dedicato e prepara l'F24 per il 2° acconto. Se manca liquidità, valuta un piccolo finanziamento ponte: costa meno del ravvedimento al 3,75%.
  4. 30 novembre — invio dell'F24. Tieni la ricevuta telematica per almeno 5 anni (termine ordinario di accertamento ex art. 43 DPR 600/1973).
  5. Dicembre — chiudi i conti dell'anno: incassi fatturati e incassi effettivi devono coincidere (per il forfettario vale il principio di cassa). Sarà la base per gli acconti 2027.

Calendario in PDF e promemoria sul telefono

Suggerimento operativo che diamo sempre: importa le tre date chiave (30 giugno, 31 ottobre, 30 novembre) in Google Calendar o iCloud Calendar come eventi ricorrenti annuali, con promemoria a 30 e 7 giorni. È banale, ma elimina il 90% delle scadenze mancate per dimenticanza.

In alternativa, l'app "AgenziaEntrate" (ufficiale, gratuita, iOS e Android) propone notifiche personalizzate sulle scadenze tributarie ed è una fonte affidabile per gli aggiornamenti normativi. Tutti i provvedimenti e le risoluzioni vengono comunque pubblicati anche su gazzettaufficiale.it, sezione "Serie Generale".

Strumenti utili

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